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Ottobre 2004

In questo spazio le notizie vengono inserite in modo che l'ultima trasferita sia in fondo alla pagina.

29.10.2004 www.altroconsumo.it
Processo Parmalat: mancano all'appello quasi 100.000 risparmiatori.
Altroconsumo alla ricerca dei risparmiatori Parmalat scomparsi. Nonostante l’attenzione suscitata dal processo in corso a Milano, mancano all’appello gran parte dei risparmiatori. Ci sono solo stime e non dati ufficiali su quanti risparmiatori siano stati danneggiati dal crac Parmalat. Queste danno in 100.000 il numero minimo e in 200.000 quello massimo dei risparmiatori; per gli esperti di Soldi Sette e Altroconsumo sono circa 110.000 i soli obbligazionisti italiani. La somma dei dati dichiarati dalle diverse organizzazioni di consumatori in occasione dell’inizio della causa penale relativamente alle deleghe ricevute attesta a circa 17.000 il numero: anche raddoppiando tali cifre arriveremmo a poco più di 33.000 risparmiatori. Per non parlare di tutti coloro che hanno venduto, perdendoci, negli ultimi tempi di quotazione dei titoli Parmalat La cifra è sorprendentemente bassa: all’appello mancano parecchie decine di migliaia di risparmiatori. Che fine hanno fatto? Altroconsumo ipotizza che siano rassicurati dall’aver fatto la denuncia alla guardia di Finanza o ai Carabinieri, o dall’aver mandato la denuncia via internet alla procura di Milano: entrambe queste azioni, ricorda Altroconsumo, non li aiuteranno in alcun modo a ottenere un risarcimento. Se invece hanno fatto l'insinuazione al passivo o hanno “delegato” l'Abi a farla per conto di tutti i risparmiatori, o sono stati convintii dalla loro banca ad aprire una procedura di conciliazione, tali mosse forse saranno utili ma solo per gli obbligazionisti: gli azionisti saranno esclusi. Per ottenere un risarcimento si deve far causa. Altroconsumo apre una strada trasparente, professionale e a costi irrisori per risolvere questo problema, con la raccolta dei casi individuali - più di 2500 risparmiatori si sono già affidati all’associazione indipendente di consumatori, e la causa civile collettiva nei confronti di tutti i responsabili del crac. La richiesta di Altroconsumo di costituirsi parte civile nel processo Parmalat va in tal senso. L’associazione indipendente di consumatori ribadisce invece il consiglio ai singoli risparmiatori di non costitursi parte civile nel processo penale in corso. Gli elementi che emergeranno durante il processo e il suo esito saranno determinanti per l'effettiva possibilità dei singoli risparmiatori danneggiati di ottenere un giusto risarcimento in altra sede, quale quella civile. Chi volesse aderire alle iniziative che Altroconsumo sta portando avanti per i risparmiatori coinvolti può telefonare al n. verde 800.194.491. Altroconsumo ricorda che anche coloro che hanno venduto i titoli prima del default hanno diritto a un risarcimento,
http://www.altroconsumo.it/map/show/266/src/63591.htm
ilsole24ore.com 29 ottobre 2004
Parmalat, BoA all'attacco Istanza di Bank of America al Tribunale di New York.Istanza di Bank of America al Tribunale di New York. All'esame del commissario Bondi il riparto dei fondi dopo l'accordo con Nextra. di Antonella Olivieri Bank of America passa al contrattacco su Parmalat. La banca Usa ha presentato infatti ieri un’istanza al Tribunale fallimentare di New York in cui chiede di essere autorizzata a proporre azioni contro la causa intentata dal commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, che reclama danni per 10 miliardi di dollari. Bank of America ha chiesto anche di poter svolgere "indagini" al fine di difendersi da un’accusa che nel testo dell’istanza viene definita «scioccante e irresponsabile sia per quanto riguarda la inesatta rappresentazione dei fatti, sia per quanto riguarda la mancata comprensione delle operazioni in questione». La banca Usa, nel documento predisposto dai suoi legali, contesta le argomentazioni della richiesta danni, sostenendo che la causa intentata da Bondi è «debole dal punto di vista legale e piena di errori». Bank of America respinge anzitutto l’accusa di essere stata a conoscenza dello stato di insolvenza di Parmalat, sostenendo di aver ritenuto invece che Parmalat fosse «una società in utile e in crescita». E, ancora, nega di aver strutturato operazioni per ridurre la propria esposizione, che anzi sarebbe quasi raddoppiata dal 2000 al 2003, raggiungendo il livello di 462 milioni di dollari (647 milioni di dollari l’esposizione complessiva garantita e non) che ha reso Bank of America uno dei principali creditori del gruppo di Collecchio. Tra gli altri punti contestati, anche l’accusa di aver maggiorato gli interessi a due finanziamenti concessi alle filiali Parmalat di Venezuela e Brasile con accordi tenuti nascosti: in realtà, si difende la banca, gli importi il cui pagamento fu concordato in quegli accordi laterali servirono principalmente a pagare assicurazioni sul rischio politico. Quanto al fatto di non aver dato informativa degli 81,6 milioni di dollari di garanzia trattenuti da Bank of America nell’operazione Eurofood, Bofa replica che l’esistenza di questa garanzia risultava dal bilancio della stessa Eurofood. All’accusa più generale di non aver operato con la dovuta diligenza nel concedere i prestiti alla Parmalat, Bank of America ha risposto che erano stati i precedenti manager ad aver deliberatamente nascosto le reali condizioni del gruppo, aggiungendo in particolare di avere più volte incontrato sia l’ex direttore finanziario, Fausto Tonna, sia altri manager della precedente gestione. Bank of America ricorda inoltre che nè dalle informazioni ottenute dalla Parmalat, né dai bilanci certificati, nè dai rapporti delle agenzie di rating o dai report degli analisti si potevano evincere elementi che suggerissero «la grave frode finanziaria che Parmalat stava ponendo in essere». La conclusione dei legali di Bofa, che inizialmente aveva cercato di raggiungere un accordo con il commissario straordinario, è che Bondi non abbia «tenuto conto di tutti i fatti» e abbia invece «utilizzato informazioni ingannevoli e incomplete per sostenere la propria tesi che Bank of America fosse a conoscenza della frode operata da Parmalat». Intanto Bondi e i suoi collaboratori stanno ragionando su come ripartire tra le 16 società del gruppo Parmalat in amministrazione straordinaria i proventi di eventuali nuovi transazioni con soggetti coinvolti nel crack. Un argomento che il commissario straordinario ha posto all’attenzione del comitato di sorveglianza dopo l’accordo raggiunto tra Parmalat e Nextra,che ha portato nelle casse di Collecchio 160 milioni di euro. Una cifra che, in attesa che il concordato sia approvato e gli attivi delle 16 società siano trasferiti alla Newco, Bondi dovrà ora decidere come utilizzare.Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe in particolare la distribuzione dei proventi di eventuali transazioni in misura proporzionale alla massa debitoria delle 16 società. Questa era la soluzione ipotizzata inizialmente per spalmare sulle società del gruppo i 160 milioni versati da Nextra a Parmalat. «Questa soluzione — spiega una fonte vicina al dossier — sarebbe tuttavia meno percorribile in caso di accordi transattivi relativi a vicende più complesse, come quelle che hanno visto coinvolte Citigroup e Bank of America, che avrebbero visto il coinvolgimento, sia per Parmalat, sia per la controparte, di più società e per un periodo di tempo più lungo rispetto alla vicenda del bond Nextra». Obiettivo di Bondi e dei suoi legali è dunque di arrivare a definire, prima del concordato, un «criterio oggettivo» valido per tutte le transazioni. Questo problema non sussisterà più invece dopo l’ok dei creditori al piano di ristrutturazione. Dopo il via libera dei creditori infatti tutte le controversie legali faranno capo direttamente alla Newco. La decisione di Bondi di risolvere questo problema, sottolinea ancora la fonte, lascia trasparire la possibilità che possano esserci, prima del voto sul concordato, accordi simili a quello raggiunto con Nextra e Banca Intesa. Il commissario, sottolinea ancora la fonte, è tuttavia determinato ad appurare «in maniera certosina» le responsabilità di banche e istituzioni finanziarie nel crack di Collecchio.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.807146242&chId=30
Fonte AGE -Agenzia Giornalistica Europea- ultimora
PARMALAT, CIRCA OTTOMILA LE RICHIESTE DI PARTE CIVILE 29/10/2004 15:56:00 (AGE) MILANO - Ammontano a circa ottomila le richieste di costituzione di parte civile presentate per il crac Parmalat al gup milanese Cesare Tacconi, davanti al quale si sta tenendo l'udienza preliminare. Il gup, accogliendo la richiesta dei termini presentata dalle difese, ha aggiornato il processo al prossimo 23 novembre. (AGE) www.agenews.it ZAR
www.ilsole24ore.com 27 ottobre 2004
Parmalat, un miliardo di crediti verso lo «sdoganamento» di Antonella Olivieri
Deutsche Bank supera la prova d'appello e riesce a fare ammettere 24 milioni di euro al passivo Parmalat che il commissario straordinario, Enrico Bondi, aveva in prima battuta depennato. La decisione, che risale a giovedì scorso, avrà come probabile effetto quello di "sdoganare" crediti per l'ammontare complessivo di un miliardo di euro, "bocciati" la scorsa estate. Il ripescaggio di una parte dei crediti reclamati da Deutsche Bank è relativo infatti a sconti di fatture effettuate dalla filiale italiana. Un tipo di finanziamento in cui si sono distinte per attivismo però soprattutto le banche italiane, le cui richieste erano state parimenti falcidiate dalla scure di Bondi e che ora potrebbero perciò tornare in gioco per l'ammontare complessivo appunto di circa un miliardo di euro. Ma se il commissario ha dovuto riconoscere, per quanto riguarda nello specifico il caso Deutsche Bank, che «la richiesta è meritevole di accoglimento, in quanto la prospettata nullità (per difetto di causa e/o dell'oggetto) del rapporto contrattuale relativo all'anticipazione avente ad oggetto crediti inesistenti legittima comunque la banca a ottenere la restituzione, a titolo di ripetizione dell'indebito, degli importi a suo tempo erogati a Parmalat in esecuzione del contratto invalido», nondimeno Bondi si è riservato di agire per danni «nei confronti delle banche che risultino aver finanziato Parmalat a fronte di anticipazioni Riba aventi a oggetto crediti inesistenti». Il presupposto su cui si basava l'esclusione dal passivo delle relative richieste e sulla quale si baserà eventualmente l'azione per danni è che il sistema delle fatture false o duplicate - che ha contribuito ad allargare il buco della vecchia Parmalat - quantomeno poteva essere smascherato dalle banche che avessero esercitato normale diligenza. Per quanto riguarda invece i 57 milioni di crediti vantati dalla casa madre tedesca di Deutsche Bank, dovrebbe essere confermata la quasi totale esclusione dal passivo (per 51 milioni di euro), trattandosi di un'altra fattispecie. Non pare dunque destinata per ora a cambiare in modo significativo la ripartizione dell'azionariato prospettico della nuova Parmalat. Secondo le stime di alcuni istituti di credito, sulla base della prima versione parziale della lista dei creditori, il peso delle banche italiane sarebbe sostanzialmente indifferente all'ipotesi di accoglienza parziale o integrale delle richieste, restando comunque intorno al 29% del capitale della nuova Parmalat; per le banche estere la differenza è invece tra il 2,4% della quota a lista scremata e il 24% dell'accoglienza integrale, per i bondholder tra il 45% della prima ipotesi e il 33% della seconda. Con il ripescaggio delle anticipazioni su fatture cambierebbero invece le cifre che stimano in 13 miliardi le richieste presentate dai creditori, accolte per 7,55 miliardi: in questo modo risulterebbe "assegnato" il 57,5% del capitale e in attesa di definizione il 42,5% del capitale relativo appunto ai crediti scartati, per i quali si può ipotizzare il ricorso da parte dei soggetti insoddisfatti. Al di là dei possibili cambiamenti in fieri, in ambienti bancari si sollevano preoccupazioni sul fatto che una situazione di questo tipo - con il rischio di una diluizione prospettica molto forte degli azionisti riconosciuti in prima istanza - potrebbe comunque avere riflessi negativi sulla quotazione della nuova Parmalat. Ma da parte dell'amministrazione straordinaria si assicura che tutto il processo sarà improntato alla massima trasparenza e che i creditori riconosciuti saranno adeguatamente informati dei rischi, negativi o positivi, che assumeranno con lo status di azionisti.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.803420424&chId=30
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LATTE: BEDONI(COLDIRETTI),DA STALLA A TAVOLA CONTI NON TORNANO
(AGI) - Roma, 26-10-04. - "Per il latte i conti non tornano nelle culle, sulle tavole e soprattutto nelle stalle anche perche' dall'allevamento al consumo i prezzi aumentano di quattro volte per quello fresco della colazione mattutina, di oltre cinque volte per quello di pecora quando diventa formaggio pecorino e fino a sedici per quello in polvere destinato all'infanzia". E' quanto ha denunciato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni in occasione della presentazione del rapporto sull'allevamento in Italia dell'Associazione Italiana Allevatori (AIA) dal quale risulta che mentre aumentano i prezzi al dettaglio pagati dai consumatori per i derivati del latte, diminuiscono quelli all'origine riconosciuti agli allevatori con un conseguente abbandono delle stalle dovuto al fatto che oggi, secondo il rapporto, tre aziende su quattro non coprono nemmeno i costi di produzione del latte. E allora dopo l'intervento del Ministro Sirchia e l'istruttoria nei confronti del latte per l'infanzia l'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato dovra' intervenire anche sul ricorso presentato dalla Coldiretti sul fatto in Sardegna pochi industriali fanno "cartello" sul pecorino imponendo le proprie condizioni economiche a danno di allevatori e consumatori perche' "non esiste un libero mercato, in Sardegna, sul prezzo del latte di pecora e la contrattazione tra chi produce e chi trasforma e' viziata dalle posizioni degli industriali caseari che, di fatto, impongono un prezzo, tanto piu' perche' nelle loro mani concentrano anche buona parte della commercializzazione del formaggio". Gli italiani - ha ricordato il Presidente della Coldiretti - destinano oltre un terzo della propria spesa alimentare all'acquisto di carne, latte e uova che rappresentano anche un terzo del valore della produzione agricola italiana e occorre pertanto garantire le condizioni di trasparenza, nel passaggio dalla stalla alla tavola, necessarie per assicurare con prezzi equi una spinta ai consumi e un reddito adeguato alle imprese. Una mancanza di trasparenza - ha aggiunto Bedoni - che deve essere colmata con l'applicazione della nuova legge sull'etichettatura di origine grazie alla quale non sara' piu' possibile "spacciare" come italiano il latte munto da vacche bavaresi. Ecco una tabella con gli aumenti dalla stalla alla tavola dei principali prodotti legati all'aliemntazione: - Latte alimentare fresco + 300 % - Formaggio pecorino + 400 % - Bistecca di manzo + 250 % - Salame + 500% - Latte in polvere per l'infanzia + 1600 % (Fonte: Elaborazioni Coldiretti) (AGI) - 261631 OTT 04 COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A.
http://www.agi.it/news.pl?doc=200410261631-1140-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia
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PARMALAT: MARZANO, STA ANDANDO VERSO IL RILANCIO
(AGI) - Sorrento, 23 ott. - La Parmalat "sta andando verso il rilancio nei prossimi mesi". Lo ha affermato il ministro per le Attivita' produttive, Antonio Marzano, aggiungendo che "assicureremo i posti di lavoro e la valorizzazione dell'impresa, anche perche' da questo dipende il fatto che gli investitori possano riavere i loro soldi". . 231343 OTT 04 COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A.
http://www.agi.it/news.pl?doc=200410231343-1079-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia
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Oggi Parmalat subisce la class action. Negli Usa Vogliamo non introdurla in Italia ? Non serve a nulla. [spataro - parlamat - 20/10/2004] I mondo e' piccolo. Qualcuno se ne e' accorto ? Non si vuole introdurre la class action in Italia, benissimo: negli Usa parte la causa per 8 miliardi di dollari. Il rispamio e' una cosa seria. Negli Usa, anche con Enron. Se non altro ci sono strumenti. In Italia hanno aumentato i costi delle iscrizioni a ruolo proprio in concomitanza con il processo Parmalat, occasione infelice certamente..
http://www.civile.it/news/visual.asp?num=28645
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Mercoledì 20 Ottobre 2004, 20:04 Parmalat, firmati avvisi garanzia a 4 banche estere, Nextra
MILANO (Reuters) - I pm che a Milano conducono l'inchiesta con l'ipotesi di reato di aggiotaggio nell'ambito del crack di Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) hanno firmato oggi le informazioni di garanzia a carico di quattro colossi bancari esteri e una società italiana, cui saranno notificate a partire da domani. Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che le informazioni di garanzia per "responsabilità amministrativa" in relazione all'ipotesi di reato di aggiotaggio -- firmate oggi dai pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino -- saranno notificate nei prossimi giorni a partire da domani a Deutsche Bank (Xetra: 514000.DE - notizie) , Morgan Stanley, Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) , Nextra, società di gestione di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) e Citigroup (NYSE: C - notizie) . Per quel che riguarda gli istituti bancari stranieri, alcune di queste notifiche verranno inviate alle filiali italiane, altre all'estero. Fra queste ultime, alla svizzera Ubs l'informazione di garanzia verrà inviata nella sede di Londra. Dopo le informazioni di garanzia, hanno detto le fonti, alle persone giuridiche e ai funzionari indagati verranno inviati gli inviti a comparire per essere ascoltati dai magistrati. Si tratta di una tappa del troncone rimasto aperto a Milano incentrato sulle presunte responsabilità degli istituti bancari italiani ed esteri in relazione al dissesto da oltre 14 miliardi di euro del gruppo di Collecchio. Troncone che comunque è probabile non si esaurisca con queste prime cinque informazioni di garanzia, spiegano le fonti giudiziarie. A Milano è in corso dal 5 ottobre l'udienza preliminare davanti al giudice Cesare Tacconi che vede imputati di aggiotaggio, false revisioni e ostacolo alla Consob, a vario titolo, 27 persone fisiche -- i vecchi vertici Parmalat con in testa l'ex patron Calisto Tanzi, gli ex amministratori del gruppo, due revisori e tre ex funzionari di Bank of America (NYSE: BAC - notizie) --- e tre società -- la ex Grant Thorton spa (ora Italaudit) e le filiali italiane di Deloitte & Touche e Bofa. I due revisori dell'allora Grant Thornton spa hanno scelto di saltare l'udienza preliminare e di essere sottoposti al processo immediato, che partirà il 27 gennaio. Oltre a quella sulle banche, a Milano restano aperte altre indagini con le ipotesi di reato di riciclaggio, che riguardano fra gli altri l'ex difensore di Tanzi, l'avvocato Michele Ributti. La procura di Parma conduce l'inchiesta principale sul crack con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta a carico di gran parte degli stessi imputati dell'udienza preliminare di Milano.
http://it.news.yahoo.com/041020/58/2zct4.html
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Crack Parmalat, aperte ufficialmente le procedure di amministrazione straordinaria anche per altre due società facenti parte della holding
Fallimento e altre procedure concorsuali Normativa DECRETO 7 ottobre 2004 - Apertura della procedura di amministrazione straordinaria e nomina del commissario straordinario della S.p.a. Going Tour Operator, ai sensi del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, nella legge 18 febbraio 2004, n. 39, come modificato dal decreto-legge 3 maggio 2004, n. 119, convertito, con modificazioni, nella legge 5 luglio 2004, n. 166. Gazzetta Ufficiale 21-10-2004, n. 248, Serie Generale Ý DECRETO 7 ottobre 2004 - Apertura della procedura di amministrazione straordinaria e nomina del commissario straordinario della S.p.A. Hit.Com, ai sensi del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, nella legge 18 febbraio 2004, n. 39, come modificato dal decreto-legge 3 maggio 2004, n. 119, convertito, con modificazioni, nella legge 5 luglio 2004, n. 166. Gazzetta Ufficiale 21-10-2004, n. 248, Serie Generale Ý
http://www.ipsoa.it/lalegge/news/N20041021M20041021-248.asp#Fallimento
 

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