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Maggio 2005

In questo spazio le notizie vengono inserite in modo che l'ultima trasferita sia in fondo alla pagina.

www.soldionline.it 03 maggio 2005
Parmalat I principali quotidiani riportano che l’inchiesta sul crack Parmalat sarebbe alle battute finali.
Tra venerdì e lunedì i pm dovrebbero chiudere ufficialmente le indagini e a partire da quel giorno le parti potranno chiedere copia degli atti, depositare memorie e presentare richiesta di nuovi interrogatori per gli indagati. Conclusa anche questa fase la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio degli indagati, ad esclusione delle banche che hanno avuto rapporti con la società di Collecchio. Per queste, infatti, è in corso un inchiesta a parte per appurare un eventuale concorso in bancarotta. I giornali riportano inoltre che alcuni capi di imputazione sarebbero riconducibili a soggetti diversi dagli amministratori. Ciò potrebbe significare che i magistrati sarebbero gia in possesso di elementi di prova a carico di certe banche. Nel caso che il troncone di indagine verso gli amministratori si congiunga con quello sugli istituti di credito, si potrebbe arrivare a un’unificazione del processo verso la fine dell’anno. Altra notizia è che il commissario Bondi sta vendendo per 6,5 milioni di euro il veliero di Tanzi “Te Vega”. La gara, che per ora non ha trovato interessati, si concluderà il 18 maggio e l’importo incassato dalla vendita servirà in parte a risarcire i risparmiatori.
http://www.soldionline.it/SOL_Editoriale.nsf/alldocs/
E0982B89193B55EBC1256FF6002F936B/
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www.ilsole24ore.com 6 maggio 2005
Cirio, Parmalat & C.: la fabbrica dei crack Investitori travolti da crisi e tracolli a catena.
di Giuseppe Oddo
Nella galleria dei bancarottieri del terzo millennio il primo posto spetta di diritto a Sergio Cragnotti. È lui a inaugurare la stagione dei crack all'amatriciana. L'insolvenza del gruppo produttore di pelati e succhi di ananas scatta nell'autunno di tre anni fa. Cragnotti ha cercato di procurarsi i 150 milioni di euro necessari a rimborsare un prestito in scadenza il 4 novembre del 2002. Ma le banche lo hanno scaricato da tempo dopo aver convertito in bond circa il 50% dei loro crediti verso Cirio. Per Serginho, cosiddetto per i trascorsi in Brasile alle dipendenze dei Ferruzzi, è la fine. Da quel momento comincia per lui una lunga vicenda giudiziaria che culmina in un arresto a scoppio ritardato, a oltre un anno di distanza dai fatti. La vicenda getta nella disperazione circa 35mila piccoli obbligazionisti spinti dagli istituti di credito a sottoscrivere i Cragnotti bond come fossero titoli di Stato. I risparmiatori non hanno fatto in tempo a riaversi dalla botta della Cirio che nel dicembre del 2003 è già scoppiato il caso Parmalat. Le avvisaglie del crack si sono manifestate in febbraio, quando la società è stata costretta a ritirare un'emissione obbligazionaria sgradita agli investitori. Le quotazioni di Borsa della Parmalat, in quella circostanza, sono crollate paurosamente. Poi sul mercato è ritornata la calma. Finché in autunno non è emersa la storia del fondo Epicurum. Altro che fondo: Epicurum è un'invenzione contabile e il gruppo di Collecchio è una fabbrica di falsi. I 4 miliardi di liquidità indicati in bilancio non sono mai esistiti. In compenso i debiti sono un'enormità: 14,5 miliardi. Il 27 dicembre il Tribunale fallimentare ne dichiara il default. Nei giorni successivi finiscono in manette Calisto Tanzi e gli altri autori della bancarotta. Dalle indagini giudiziarie emergono storie incredibili. La società era in stato di dissesto già nel 1990, al momento della quotazione in Borsa, ed è stata tenuta in vita per anni dalle banche pubbliche grazie alle coperture accordate a Tanzi da vasti settori della politica, a cominciare dalla sinistra Dc. Uomo di collegamento tra Tanzi e i partiti è stato Sergio Piccini, un ex sindacalista della Cisl scomparso nell'aprile 2000 per un incidente d'auto, che ha intavolato buone relazioni anche con gli alti gradi della Guardia di Finanza. Poi, nella seconda metà degli anni 90, sono entrate in azione le grandi banche d'affari, che hanno spinto Parmalat verso le acquisizioni internazionali e hanno cominciato a montare le operazioni di finanza strutturata: finanziamenti a tassi elevati mascherati da aumenti di capitale, in modo da occultare al mercato le reali condizioni finanziarie del gruppo. Operazioni che, tra interessi e commissioni, hanno fruttato miliardi di euro alle merchant bank. Il gruppo ha collocato bond per svariati miliardi, sottoscritti anche in questo caso da ignari risparmiatori. La mazzata è ancora più pesante di quella della Cirio. Anche perché l'ondata dei dissesti è tutt'altro che passata. Una alla volta finiscono in crisi Giacomelli, Tecnosistemi, Gandalf, Finmatica. Italtractor barcolla violentemente per un bond da oltre 100 milioni che non riesce a rimborsare, per poi salvarsi in extremis. A salvare la Necchi da sicuro fallimento interviene la Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. Le insolvenze colpiscono Olcese, Volare, Cedi Puglia, Finpart. Il finanziere e principale azionista di quest'ultima, Gianluigi Facchini, è indagato dalla Procura di Milano per insider trading, aggiotaggio e falso in bilancio. La Procura di Verbania apre un'altra inchiesta sui rapporti tra la Finpart, i suoi azionisti e la Banca Popolare di Intra, un piccolo istituto di confine che ha finanziato le società di Facchini e dell'immobiliarista Gianni Mazzola per oscure operazioni. Occorerà ancora tempo perché le indagini ancora aperte vadano in porto. Tuttavia qualcosa comincia a muoversi. Lunedì i magistrati di Parma firmeranno la conclusione dell'inchiesta sul crack di Collecchio e depositeranno la massa degli atti. Salvo colpi di mano, o di spugna, per alleviare le pene dei bancarottieri, per fine anno potrebbe cominciare il processo a Tanzi e alle banche invischiate nel dissesto.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=
art&codid=20.0.1154472479
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www.corriere.it 09 maggio 2005
La data è ancora da stabilire
Parmalat tornerà in Borsa La comunicazione ufficiale oggi. Sponsor Mediobanca

MILANO - Borsa italiana ha disposto l'ammissione alla quotazione ufficiale delle azioni ordinarie e dei warrant Parmalat. E' quanto rende noto un avviso di borsa precisando che lo sponsor è Mediobanca. L'inizio delle negoziazioni, subordinato alla pubblicazione da parte del tribunale di Parma della sentenza di approvazione del concordato, «è stabilito con successivo provvedimento della stessa Borsa italiana».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2005/05
_Maggio/09/parmalat.shtml
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http://it.news.yahoo.com Martedì 10 Maggio 2005, 12:47
Parmalat, chiusa indagine su politici, avvisati Tanzi e altri 3
PARMA (Reuters) - La procura di Parma ha chiuso il capitolo dell'indagine relativo ai presunti finanziamenti illeciti ai partiti nell'ambito dell'inchiesta sul crack di Parmalat, avvisando quattro persone, fra cui l'ex patron del gruppo di Collecchio Calisto Tanzi, senza però fare il nome di alcun politico. Lo riferiscono fonti giudiziarie.
I tre avvisati, oltre a Tanzi, sono il suo ex segretario Pier Giovanni Tanzi, l'ex tesoriere della Parmalat Franco Gorreri e l'ex presidente di Parmatour Romano Bernardoni. L'ipotesi di reato è la violazione della legge sul finanziamento dei partiti.
Il documento, hanno detto le fonti, non presenta alcun riferimento a nomi di politici, ma elenca una lunga lista di soggetti generici fra cui "partiti politici, gruppi parlamentari, segretari amministrativi", a quali secondo i giudici venivano indirizzati i fondi prelevati dalle casse di Parmalat.
La somma complessiva delle distrazioni indirizzate a politici, indicata dai giudici, è di oltre 12 milioni di euro, a partire dal '93.
Il testo, riferiscono le fonti, fa riferimento a un prelevamento da circa 10,4 milioni di euro in contanti, prelevati dalle casse sociali di Parmalat e registrati nel fondo destinato all'acquisto di "valori bollati".
A questo si aggiungono altri due versamenti: uno da circa 1 milione e 120mila euro trasferiti nella disponibilità di Bernardoni "attraverso la società New Tech Patent" con la causale "sponsorizzazioni" e un altro da 1,8 miliardi di vecchie lire depositati su due conti sanmarinesi gestiti da Gorreri, di cui uno a lui direttamente intestato. L'avviso di chiusura indagine, o 415-bis, è il primo passo verso l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. E' stato depositato il 5 maggio scorso, dando avvio a un periodo di 20 giorni in cui gli avvocati delle parti possono chiedere nuove indagini e nuovi interrogatori. La procura di Parma indaga sul filone principale del crack di Collecchio da oltre 14 miliardi di euro, per i reati di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere, per cui la chiusura indagini è imminente e dovrebbe riguardare oltre 70 indagati.
http://it.news.yahoo.com/050510/58/37vsl.html
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http://www.agi.it 11 maggio 2005
PARMALAT: CHIUSA INCHIESTA; 74 INDAGATI A VAGLIO PM
(AGI) - Parma, 10 mag. - L'inchiesta principale per il crac Parmalat e' ormai chiusa. La notifica dell'avviso di fine indagini per il filone della bancarotta fraudolenta e l'associazione a delinquere e' ormai questione di ore. Lo stesso procuratore Zincani si prepara a lasciare il posto al collega Gerardo Laguardia che arrivera' a Parma tra giovedi' e mercoledi' della prossima settimana. Zincani ha salutato pm e impiegati della procura con una cena ieri sera in un ristorante cittadino. Dopo un anno e mezzo ai vertici della procura di Parma, il magistrato tornera' a Bologna. Non prima pero' di avere apposto la firma all'avviso di chiusura delle indagini preliminari che chiude un capitolo imponente del caso Parmalat. Infatti, a quanto pare, sono addirittura 74 gli indagati che rischiano il rinvio a giudizio. In pratica, i pm stanno definendo gli ultimissimi dettagli e controllando gli indici: ma ormai, anche se continuano gli interrogatori per gli altri filoni dell'indagine, il 'cuore' del caso Parmalat e' arrivato alla conclusione. Si parla di un documento di 60 pagine zeppo di capi di imputazione, dove i magistrati emiliani hanno ricostruito, dettagliatamente, il crac disastroso della multinazionale di Collecchio. Con la fine delle indagini, si apre una nuova fase per il caso Parmalat: la preparazione al maxiprocesso che si terra' a Parma. Diversi tra gli indagati stanno gia' pensando, quando ancora non si conosce la data dell'udienza preliminare, ad un eventuale patteggiamento. (AGI) -
http://www.agi.it/news.pl?doc=200505101309-1089-RT1-CRO-0-
NF10&page=0&id=agionline.oggitalia
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http://it.news.yahoo.com Mercoledì 11 Maggio 2005, 19:10
Parmalat:Parma chiude inchiesta principale, 71 avvisati
Di Giada Zampano PARMA (Reuters) - La procura di Parma ha chiuso oggi il troncone principale dell'inchiesta sul crack di Parmalat da 14,4 miliardi di euro, il più grande d'Europa dal dopoguerra, depositando l'avviso di chiusura indagini a carico di 71 persone fisiche, con in testa l'ex patron del gruppo Calisto Tanzi. Lo hanno riferito le due pm Silvia Cavallari e Antonella Ioffredi, precisando che le notifiche alle parti inizieranno da domani. Fonti giudiziarie hanno detto che le ipotesi di reato per i 71 indagati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, bancarotta patrimoniale e documentale, bancarotta impropria e falso in bilancio. Fra i 71 indagati, hanno detto le fonti, c'è il nucleo centrale degli amministratori, i sindaci, i revisori, e una serie di responsabili, considerati concorrenti, fra cui alcuni dipendenti della società e di concessionarie. Insieme al documento che sancisce la chiusura dell'inchiesta, la procura ha depositato migliaia di pagine di allegati, che saranno a disposizione delle parti da domani. Nell'atto di chiusura indagini, spiegano le fonti, vengono ricostruite tra l'altro tutte "le operazioni dolose relative ai bond emessi da Parmalat dal 1991 fino all'ultimo del settembre 2003, per un totale di 11,7 miliardi di euro, inclusi quelli ancora in scadenza per 8 miliardi". Il deposito dell'atto di chiusura indagini è il capitolo che precede le richieste di rinvio a giudizio e la fissazione di una udienza preliminare, al termine della quale un giudice deciderà se mandare a processo gli indagati. A Parma resta ancora aperto il filone d'indagine relativo alle presunte responsabilità delle banche, di cui si attende a breve la chiusura. Nell'atto a carico di questi 71 indagati, hanno detto le fonti, sono citate nella ricostruzione dei bond i nomi degli istituti bancari e le società già sotto inchiesta a Milano -- Deutsche Bank, Morgan Stanley , Citigroup, Ubs e Nextra, società di gestione di Banca Intesa -- oltre all'allora Banca di Roma, ora Capitalia. CHIUSURA INCHIESTA ULTIMO ATTO PROCURATORE ZINCANI La chiusura del filone principale delle indagini parmigiane era attesa da oltre un anno e mezzo e mette fine a un capitolo essenziale dell'inchiesta sul crack che ha travolto migliaia di risparmiatori. L'atto è arrivato a conclusione dell'incarico di Vito Zincani come procuratore reggente della Procura di Parma, che passerà già la prossima settimana sotto la guida di Gerardo Laguardia. Nei giorni scorsi i pm di Parma hanno portato a termine l'inchiesta relativa ai presunti finanziamenti illeciti ai partiti, avvisando quattro persone tra cui l'ex patron Calisto Tanzi, ma senza chiamare in causa alcun politico, per versamenti illeciti di oltre 12 milioni di euro a partire dal '93. A Milano, dove i pm hanno svolto le indagini sull'ipotesi principale di aggiotaggio, il capitolo sulle banche si è chiuso con avvisi a 5 istituti e a 13 persone fisiche, e si attendono le richieste di rinvio a giudizio. La procura del capoluogo lombardo ha dato finora il suo parere favorevole a 11 patteggiamenti nell'ambito dell'udienza preliminare sul troncone principale del processo milanese per aggiotaggio in corso da inizio ottobre davanti al gup Cesare Tacconi. L'udienza preliminare a Milano riguarda 27 persone e tre società -- Bank of America, Deloitte & Touche e Italaudit -- con le ipotesi di reato di aggiotaggio, ostacolo alla Consob e false revisioni. Sempre a Milano è in corso il processo con rito immediato per due ex revisori del gruppo.
http://it.news.yahoo.com/050511/58/37you.html
www.ilsole24ore.com 13 maggio 2005
Ecco gli indagati Alla chiusura delle indagini preliminari di Parma i magistrati individuano 71 responsabilità.Secondo la Procura i soggetti abusavano delle loro cariche per nascondere il dissesto.
di Giuseppe Oddo
La commistione d'interessi tra banche creditrici e Parmalat è il punto più delicato dell'avviso di conclusioni delle indagini notificato ieri dai magistrati di Parma ai legali delle 71 persone accusate di bancarotta, associazione a delinquere e altri reati. Nelle 75 pagine del 415 bis vengono però descritti solo gli episodi criminosi che vedono coinvolti gli istituti di credito e le merchant bank che hanno lavorato con Calisto Tanzi tra il ' 90 e il 2003. L'individuazione dei soggetti che dalle banche hanno concorso alla bancarotta è demandata a un altro filone d'indagine, che dovrebbe convergere nei mesi venturi, con il troncone appena ultimato, in un'unica udienza preliminare. Il documento, sottoscritto dai sostituti Antonella Ioffredi, Silvia Cavallari e Vincenzo Picciotti e vistato dal procuratore capo uscente Vito Zincani, che ha coordinato le indagini, può suddividersi in due parti. Nella prima sono descritti i fatti che hanno condotto al dissesto, le distrazioni di fondi e le persone che vi hanno partecipato. Fra questi ritroviamo Calisto Tanzi e i figli Stefano e Francesca; il fratello Giovanni e la nipote Paola Visconti; gli ex direttori finanziari, Fausto Tonna, Alberto Ferraris e Luciano Del Soldato; i contabili Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina; gli ex banchieri amminitratori Luciano Silingardi ( Cariparma), Franco Gorreri ( Banca del Monte) ed Enrico Barachini; i sindaci; i consiglieri dell'epoca della quotazione in Borsa, come l'avvocato d'affari Sergio Erede, l'imprenditore Mario Mutti, il finanziere fondatore della Akros Gian Mario Roveraro, il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, il professor Stefano Podestà e il professor Luigi Guatri, ex rettore della Bocconi, la cui valutazione della Parmalat fu essenziale per lo sbarco del gruppo a Piazza Affari; i top manager delle attività turistiche Claudio Baratta, Romano Bernardoni e Camillo Florini; Ettore Giugovaz, che si occupò di Odeon Tv e organizzò il famoso viaggio di Tanzi in Equador; l'avvocato Paolo Sciumè; l'ex responsabile delle attività brasiliane Gianni Grisendi; l'avvocato Gianpaolo Zini, che collaborò alla costruizione di alcune reti societarie in Paesi offshore. Per finire ai revisori della Grant Thornton, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, e a quelli di Deloitte Touche, Adolfo Mamoli e Giuseppe Rovelli. Per 45 degli indagati i pm configurano l'associazione a delinquere, che i soggetti sotto inchiesta, capeggiati da Tanzi, organizzavano e dirigevano abusando delle loro cariche al vertice, per occultare e « procrastinare l'emersione dello stato di dissesto del gruppo e delle società familiari » e per « conseguire fraudolentemente risorse finanziarie dal mercato » . Tanzi e Tonna sono imputati fra le varie cose di aver creato con Mutti un sistema di protezione della Parmalat « mediante acquisizioni aziendali compiacenti ( tra l'altro a favore di Banca di Roma Capitalia), munifiche elargizioni di somme di denaro distratte da Parmalat Spa e concessione di viaggi omaggio a uomini politici, funzionari di banche e di società finanziarie » . Pesanti le accuse ai revisori, rei di aver attesto il falso in modo sistematico e di aver determinato col loro operato l'incontrollato ed esponenziale aumendo del debito. La parte più delicata e interessante del 415 bis è comunque la seconda, quella dedicata alle banche, in cui sono descritti episodi più o meno noti: dalla vicende Eurolat e Ciappazzi, di cui fu regista Banca di Roma, alla ricapitalizzazione delle attività brasiliane, condotta da Bank of America; dal programma di cartolarizzazione di Citibank, definito « falsamente » operazione di securitization laddove « dissimulava un mero finanziamento » , all'emissione dei bond Morgan Stanley Nextra e Ubs Banco Totta, di cui venne nascosta al mercato « la reale onerosità » ; dall'operazione organizzata dal Credit Suisse First Boston in Brasile, al bond sottoscritto da Deutsche Bank, alle emissioni di azioni privilegiate rimborsabili curate da Merril Lynch. I bond, emessi per un ammontare totale di 11,7 miliardi, erano utilizzati in molti casi da Parmalat per permettere alle banche di rientrare dei crediti. Le descrizioni più ricorrenti e consistenti sono quelle che coinvogono Banca di Roma, Bank of America e Citibank. I fatti in cui sono coinvolti le banche sono imputati per ora ad amministratori, dirigenti e funzionari « per i quali cui si procede separatamente » o a persone da identificare nel corso del secondo filone di indagine, la cui conslusione, prevista nei prossimi mesi, potrebbe avere sviluppi clamorosi.

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=
art&codid=20.0.1162287907&chId=30
www.ilsole24ore.com 17 maggio 2005
Il margine Parmalat sale a 66,8 milioni Bene i ricavi (+ 4%) del gruppo nei tre mesi.L'indebitamento finanziario va a 11,049 miliardi di euro.
di Vincenzo Del Giudice
È una Parmalat Finanziaria in ripresa, fuori dal tunnel comatoso in cui era stata relagata dal crack del 23 dicembre 2003, quella che si accinge, forse entro l'autunno, a tornare dopo quasi due anni sul listino di piazza Affari. Ieri il gruppo in amministrazione straordinaria ha reso noto con un comunicato di aver chiuso il primo trimestre 2005 con un margine operativo lordo delle attività " core" in crescita del 22% a 61,8 milioni. Nello stesso periodo i ricavi sono aumentati del 4,1% a 880 milioni. I risultati non includono i costi straordinari relativi alla procedura pari a 16,5 milioni nel trimestre. In crescita anche il risultato operativo, cresciuto dai 19,6 milioni di febbraio a 23,3 milioni di marzo. Nel trimestre le attività non strategiche hanno registrato ricavi per 68,9 milioni, in calo rispetto ai 102,9 milioni pro forma dello stesso periodo del 2004. Il margine operativo lordo è positivo per 4 milioni contro la perdita di 5,9 milioni proforma. L'indebitamento finanziario netto totale al 31 marzo è pari a 11,049 miliardi, in crescita di 21,3 milioni. Le garanzie per l'indebitamento delle società uscite dall'area di consolidamento in quanto sottoposte a procedure concorsuali giudiziali locali ammonta a 1,701 miliardi. I debiti verso società in procedura speciale escluse dall'area di consolidamento ammontano a 325,8 milioni. Nessun utilizzo è stato sino a oggi effettuato a valere sulla linea di credito da 105,8 milioni concessa a Parmalat Spa da un pool di banche lo scorso 4 marzo 2004 e rinnovata sino al 2 settembre 2005. Per quanto riguarda i risultati delle singole aree geografiche dove è attivo il gruppo Parmalat i ricavi di periodo relativi all'Italia sono stati pari a 329,8 milioni, in lieve calo ( 1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2004 a causa del calo dei volumi della consociata Boschi. Il margine operativo lordo è cresciuto, passando da 24,7 milioni a 25,5 milioni. In Spagna i ricavi sono stati pari a 49,5 milioni ( 5%). Il risultato operativo scende a 3,1 milioni dai 3,4 del primo trimestre 2004. In Sudafrica i ricavi trimestrali sono aumentati, passando da 55,5 milioni ai 66,2 milioni attuali. Il mol è salito a 5,9 milioni dai 5,1 milioni dei primi tre mesi dello scorso anno. Ricavi in flessione per quanto riguarda il Venezuela ( 7,3% a 35,5 milioni). Cresce invece il margine operativo lordo che passa da 0,8 milioni a 3,3 milioni. In Canada il fatturato è cresciuto del 14,8% a 282,7 milioni. Il risultato operativo è salito del 63,9% a 17,7 milioni. In Australia i ricavi sono stabili a 90,8 milioni, come il margine operativo lordo a 5,9 milioni.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=
art&codid=20.0.1171682911&chId=30
www.ilsole24ore.com 18 maggio 2005 Prospetto Parmalat verso l'ok Atteso per fine mese il via libera della Consob al documento informativo per quotazione e Ops.Dopo l'a. d. di Borsa Capuano, ieri anche Bondi chiamato dalla Commissione per approfondimenti.
di Antonella Olivieri
Il prospetto per la quotazione in Borsa di Parmalat potrebbe ricevere il via libera Consob entro fine mese. È quanto riferiscono fonti finanziarie, dopo che la Commissione presieduta da Lamberto Cardia ha incontrato, per valutazioni e approfondimenti, lunedì l'amministratore delegato di Borsa italiana, Massimo Capuano, e ieri il commissario straordinario del gruppo di Collecchio, Enrico Bondi. Incontri definiti « positivi » , anche se la Consob si prenderà ancora un paio di settimane prima di licenziare definitivamente il documento informativo che dovrebbe servire anche per la proposta di concordato ai creditori, con lo scambio tra debito e azioni della nuova Parmalat. Il rispetto della scadenza di fine mese si profila comunque cruciale per evitare ulteriori ritardi sulla tabella di marcia che originariamente prevedeva il ritorno del gruppo in Piazza Affari per l'estate. La Consob ha infatti stabilito che le società in via di quotazione debbano adeguarsi ai nuovi standard contabili Ias a partire dal 1 ? giugno. Se non arriverà il via libera entro quella data, Parmalat dovrebbe riclassificare il bilancio con evidente ulteriore dispendio di tempo. L'amministrazione straordinaria era già incappata in un intoppo sui conti, dato che la bozza di prospetto presentata in Consob a metà marzo con i dati di bilancio aggiornati al 30 giugno 2004 non aveva superato l'esame entro il 31 marzo, data oltre la quale la rendicontazione era da considerare " scaduta". A fine marzo infatti la Commissione aveva inviato a Parmalat richieste di integrazioni e modifiche, contenute in nove cartelle, che non potevano essere soddisfatte in pochi giorni. Parmalat quindi ha ripresentato il documento ai primi di maggio, con le informazioni richieste e con il bilancio dell'intero esercizio 2004, certificato dai revisori di PriceWaterhouseCoopers. Da parte sua, il 9 maggio, Borsa italiana ha già dato l'ok all'ammissione a quotazione delle azioni e dei warrant della nuova Parmalat nel segmento blue chip, quello delle società con capitalizzazione superiore agli 800 milioni di euro. Nel relativo avviso, Borsa italiana ricordava che l'inizio delle negoziazioni, subordinato alla pubblicazione da parte del Tribunale di Parma della sentenza di approvazione del concordato, sarebbe stato stabilito con successivo provvedimento. L'ammissione in listino è subordinata, come sottolineava lo stesso avviso, al fatto che Mediobanca, sponsor della quotazione, attesti che il sistema di controllo di gestione di Parmalat e delle principali società del gruppo « consenta la produzione in modo corretto dei dati e delle informazioni economico finanziarie » , oltre che alla consueta verifica della sufficiente diffusione al pubblico degli strumenti finanziari. Oltre alla visita di Bondi in Consob, prolungatasi per oltre un'ora, nel pomeriggio di ieri si è tenuto anche un incontro tra i vertici dell'amministrazione straordinaria e il comitato di sorveglianza. Nell'incontro, definito di routine, il nodo della quotazione sarebbe stato affrontato solo sommariamente, mentre si sarebbe discusso delle dismissioni ancora in cantiere. Per quanto riguarda le attività bakery del gruppo alimentare il comitato di sorveglianza avrebbe chiesto al commissario Bondi di portare a termine la cessione del complesso aziendale nella sua interezza, invitando i soggetti interessati solo ad alcuni asset a presentare una nuova offerta per tutta la divisione dei prodotti da forno.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=
art&codid=20.0.1172963205&chId=30
Buon giorno, CreditoriParmalat,
allego il mio "Piccolo manuale di autodifesa finanziaria" che potrete rendere disponibile al pubblico per il libero download, se lo giudicherete interessante ed utile.
Cordialmente,
Paolo Sassetti
-------------- My latest writings at this link:
http://xoomer.virgilio.it/cybercat56/Home.html
Rassegna stampa giuridica fornita da IusOnDemand srl, www.lexia.it/newsletter
www.legalweek.com 19/05/2005
Bonelli founder in firing line over Parmalat role
Shock as name partner at Slaughters’ Italian ally is targeted in Parmalat probe Sergio Erede — one of Italy’s most distinguished lawyers and name partner at Slaughter and May ally Bonelli Erede Pappalardo — has been plunged into the Parmalat scandal, after prosecutors named him in a pre-trial motion. Italian prosecutors investigating bankruptcy and company law violations at the conglomerate last week included Erede among 71 individuals targeted in a pre-trial motion relating to allegations of bankruptcy fraud, violations of accounting rules and conspiracy. Erede acted as an independent non-executive director to parent company Parmalat Finanziaria between 1990 and 2000. The probe, which is running in parallel to an investigation into financial crimes, started in 2003 after an €8bn (£5.5bn) blackhole in Parmalat’s accounts was discovered, leading to arrests, civil law suits and scrutiny of banks and professional advisers. Italian prosecutors are aiming to bring the 71 individuals before a judge of preliminary investigations by the summer, which could either back a trial or dismiss the prosecution claims. Gianpaolo Zini, a former partner at Pavia & Ansaldo, and sole practitioner Paolo Sciume are also named on the list. One senior Italian lawyer close to the investigation told Legal Week: "The prosecution has taken a tough stance; that the violations of accounting rules were so blatant, and lasted so long, that all the directors, even independent non-executives, did not perform their duty. "[But] there is no doubt that Erede was not participating in [the fraud], otherwise he would have been arrested at the start." The proceedings will be closely watched as Erede is a major force in the Italian market, having launched Erede & Associati in 1969, which he merged with Bonelli & Associati and Pappalardo & Associati in 1999 to create the powerhouse Bonelli Erede Pappalardo. A prosecution would have to prove Erede was aware of the crimes and then took advantage of them. "The authorities are trying to turn this into an Italian Enron, so even if someone is an independent director, the prosecutors have still gone after them," said one partner at an Italian rival. Erede is also expected to strongly contest his innocence, with sources close to the senior lawyer this week stating he had acted with "flawless integrity" as a director. Author: Antony Collins Source: Legal Week Start Date: 19/05/2005 End Date: 26/05/2005
http://www.legalweek.com/ViewItem.asp?id=24116
www.soldionline.it 20 maggio 2005
Parmalat Italia Oggi scrive che il gruppo marchigiano Cooperlat, terzo polo in Italia per quote di mercato nel settore lattiero-caseario con un fatturato superiore ai 220 milioni di euro, sarebbe interessato a rilevare alcune attività di Parmalat, in particolare gli asset del gruppo nel centro-sud Italia. I vertici di Cooperlat auspicano che il gruppo di Collecchio rimanga italiano.
http://www.soldionline.it/SOL_Editoriale.nsf/alldocs/
DA629D7EDA0CBDC1C12570070030155B/
Gentili signori è on line il sito del collegio europeo di Parma all'indirizzo: www.collegioeuropeo.it
 

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