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www.soldionline.it 2 febbraio 2005 11.40
Parmalat
I principali quotidiani riportano la notizia della decisione di Enrico Bondi di citare in giudizio Morgan Stanley, chiedendo la restituzione di oltre 135 milioni di euro, per un’operazione condotta verso il gruppo di Collecchio nell’autunno del 2003. Logicamente i vertici della banca d’affari hanno contestato le accuse di Bondi.
Secondo quanto riportato da La Repubblica, invece, potrebbe essere creata una bad company in cui far confluire tutte le cause pendenti nei confronti di Parmalat.
La Gazzetta di Parma pubblica alcuni stralci di una lettera scritta il primo dicembre del 2003 da Calisto Tanzi a Fausto Tonna, l’ex direttore finanziario del gruppo di Collecchio. Nella missiva Tanzi avrebbe ringraziato il manager per il lavoro svolto nei mesi precedenti.
http://www.soldionline.it/SOL_Editoriale.nsf/alldocs/6BC9138 36D156517C1256F9C003900A1/
www.ilsole24ore.com 4 febbraio 2005 Parmalat, summit sulla quotazione
Chiesta alla Consob l'esenzione per poter presentare con il prospetto i risultati già certificatiti solo dei primi sei mesi.
di Antonella Olivieri
Incontro tecnico oggi per fare il punto della situazione sulla prevista quotazione della nuova Parmalat che consentirà ai creditori del gruppo di Collecchio, volendo, di smobilizzare le proprie posizioni. Del resto, per rispettare la tabella di marcia originaria, che prevedeva lo sbarco in Borsa del gruppo ripulito dai debiti prima dell’estate, i tempi stringono.
Lo staff dei legali che assistono il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, ha chiesto alla Consob l’esenzione per poter presentare con il prospetto i conti dei soli primi sei mesi dell’esercizio. Ieri sono stati peraltro diffusi i risultati preliminari dei 12 mesi 2004, ma il processo di revisione contabile al bilancio annuale farebbe slittare in avanti i tempi rispetto a quanto previsto, mentre la semestrale ha il vantaggio di essere già certificata.
L’orientamento della Commissione presieduta da Lamberto Cardia sarebbe favorevole a riguardo. Si attende tuttavia una risposta formale della Consob, che al momento ancora non è arrivata, prima di procedere con il deposito del prospetto informativo che la stessa commissione ha chiesto prima del voto sul concordato, ritenendo sollecitazione al pubblico risparmio la proposta di conversione dei crediti in azioni della nuova Parmalat. Il prospetto informativo, corredato dei nuovi recovery ratio, sarebbe quindi lo stesso sia per il voto dei creditori sull’operazione che si configurerebbe come un’Ops, cioè come un’offerta pubblica di scambio, sia per la quotazione, con la condizione sospensiva dell’ok della maggioranza dei creditori al piano messo a punto da Bondi.
Sembra invece non decollare la proposta avanzata da Bank of America, che ha trovato sostenitori anche in altre banche estere, di considerare la costituzione di una "bad company" non quotata, separata da una Parmalat concentrata sulla gestione dell’attività industriale, per convogliare su di essa tutto il contenzioso legale. Secondo i sostenitori della bad company, questa soluzione consentirebbe di dare maggiori certezze sul valore della società che andrà in Borsa. Da parte di chi sostiene invece la validità della proposta originaria viene sottolineato invece che quelli derivanti dal contenzioso sono in realtà "rischi positivi": se le cause per danni o le revocatorie avviate dalla procedura si chiuderanno con esito favorevole per Parmalat, entreranno soldi in cassa che potranno eventualmente dar luogo alla distribuzione di dividendi straordinari, contribuendo perciò ad aumentare il valore della società, basato in prima battuta sul valore delle attività industriali.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.994664644&chId=30
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www.cittadinolex.kataweb.it/ 15 Febbraio 2005 La querela della SEC contro la Parmalat
(03 CV 10266 (PKC) COMPLAINT)
Una delle più vaste e sfacciate truffe finanziarie della storia” – così la Security Exchange Commission statunitense (l’organismo di controllo sulla Borsa) nella querela fatta contro la Parmalat dopo la sua dichiarazione di insolvenza. E’ un atto dovuto e per il momento la Commissione non si esprime sull’entità del risarcimento. Le prime cifre della vicenda però parlano da sole: un miliardo e mezzo di dollari in titoli obbligazionari e il più recente tentativo di piazzare cento milioni di dollari in titoli azionari. La ricostruzione degli antefatti del crollo della Parmalat la indica attivamente presente negli Stati Uniti fin dal 1996. Le obbligazioni non quotate erano collocate presso la Borsa di New York tramite la depositaria City Bank. Il meccanismo complessivo della truffa, semplice quanto inverosimile. La Parmalat finanziaria vantava infatti una liquidità fittizia a garanzia di azioni di rifinanziamento pari a più del doppio del controvalore dei titoli collocati. La revisione del bilancio della controllata di Parmalat ‘Bonlat Financing Corporation’ attestava falsamente la presenza di quel denaro presso un conto della Bank of America. Un artefatto memorandum rivolto agli investitori completava l’azione di promozione e di collocamento dei titoli. Una facciata apparentemente rispettabile, forse alimentata anche dal potere simbolico rassicurante del latte. Ma il castello di carte comincia a ondeggiare con l’offerta azionaria di agosto 2003. Infine crolla all’inizio di dicembre, quando i Tanzi tentano di vendere parte della Parmalat tramite una società di intermediazione di New York. Alla contestazione dei conti sospetti seguono le ammissioni dei dirigenti, ma la Parmalat rifiuta di rendere pubblica la cosa. (9 gennaio 2004)
UNITED STATES DISTRICT COURT FOR THE SOUTHERN DISTRICT OF NEW YORK. 03 CV 10266 (PKC) COMPLAINT
http://www.cittadinolex.kataweb.it/Article/0,1519,26567|133,00.html
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www.cittadinolex.kataweb.it 15 Febbraio 2005 La multa Antitrust alla Parmalat
(Gar Concorrenza Provv 13984)
Multa di 11 milioni di 180 mila euro alla Parmalat per non aver rispettato la delibera dell’Antitrust con la quale la stessa Autorità aveva condizionato l'acquisto di Eurolat alla dismissione di alcuni marchi (Giglio, Polenghi, Matese, Torre in Pietra, Calabria Latte e Sole) e stabilimenti produttivi confluiti nella società Newlat S.r.l.. Lo ha stabilito l’Autorità al termine dell’istruttoria che ha confermato la mancata cessione da parte di Parmalat S.p.A. della società Newlat S.r.l.. Indipendentemente dalla formale acquisizione di Newlat da parte di società intestate a diversi prestanome (Nulait prima, ECM, BHC e BDIH poi), Parmalat - rileva l’Antitrust - ha infatti mantenuto di fatto il controllo di Newlat attraverso società riconducibili al proprio gruppo. Tale ricostruzione è avvalorata dalla presenza ulteriori elementi, quali i legami personali tra le suddette società ed il gruppo Parmalat, il mancato pagamento del capitale sociale di Newlat e la situazione di totale dipendenza economica di quest'ultima nei confronti di Parmalat. A seguito della conclusione della procedura, l'Autorità ha anche deliberato l'avvio di un procedimento istruttorio ai sensi dell'art. 18, comma 3, della legge n. 287/90, nei confronti della società Parmalat S.p.A., al fine di verificare se eventuali effetti distorsivi conseguenti all'inottemperanza di Parmalat S.p.A. al provvedimento del 27 luglio 1999 rendano necessaria la prescrizione di misure idonee a ripristinare condizioni di concorrenza effettiva nei mercati interessati dalla concentrazione Parmalat/Eurolat. Sempre nei confronti della Parmalat l’Antitrust ha anche ha concluso il procedimento per non aver ottemperato all'obbligo di comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione in relazione all'acquisizione della società Carnini SpA, obbligando la Parmalat al pagamento di una sanzione simbolica, pari a 1.000 euro. (3 febbraio 2005)
L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO C3460D - PARMALAT/EUROLAT C3460E Provvedimento n. 13984
http://www.cittadinolex.kataweb.it/Article/0,1519,
31728|481,00.html
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it.news.yahoo.com Mercoledì 16 Febbraio 2005, 10:52
Parmalat, processo resta a Milano - gup
MILANO (Reuters)
- Il gup Cesare Tacconi ha deciso oggi che il processo Parmalat resterà a Milano, non accogliendo la richiesta di trasferimento a Brescia per incompetenza territoriale dei giudici milanesi sollevata da un legale nell'ambito dell'inchiesta per aggiotaggio, false revisioni e ostacolo alla Consob.
L'avvocato Massimo Di Noia, che difende l'ex legale del gruppo Gian Paolo Zini, nell'ambito dell'udienza preliminare Parmalat venerdì scorso, aveva eccepito una questione di incompetenza, in base al fatto che nella lista delle parti civili compariva un giudice di pace di servizio a Milano, Lucia Massarotto.
Per tutte le inchieste e i processi che coinvolgono magistrati milanesi come parti lese o come indagati, la sede competente a giudicare è Brescia.
I pm milanesi si erano opposti alla richiesta. La giudice interessata aveva revocato la sua costituzione di parte civile e rinunciato alla richiesta di risarcimento.
La procura bresciana potrebbe ora sollevare conflitto di competenza in Corte di Cassazione.
http://it.news.yahoo.com/050216/58/346fd.html
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www.ilsole24ore.com 17 febbraio 2005
Il caso Parmalat resta a Milano
Pronti a patteggiare Tonna, Del Soldato, Bocchi e Pessina Prossima udienza fissata per il 22 febbraio.
di Mara Monti
- Il processo Parmalat per aggiotaggio e false comunicazioni sociali resta a Milano. È stato il giudice per le udienze preliminari, Cesare Tacconi a respingere l'eccezione sollevata da Massimo Dinoia, avvocato di Gian Paolo Zini, l'ex consulente legale del gruppo. Dinoia aveva chiesto di trasferire a Brescia il processo per la presenza nella lista delle parti civili di un giudice di pace di servizio a Milano, Lucia Massarotto. E mentre le 8.500 parti civili plaudono al pericolo scampato, procede a passi spediti la trattativa tra la procura e gli avvocati della difesa per definire i termini dei patteggiamenti che saranno annunciati in una delle prossime udienze: sulle posizioni di Fausto Tonna, Luciano Del Soldato, Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina ci sarebbe un'intesa di massima con il pm Eugenio Fusco incaricato dai colleghi Francesco Greco e Carlo Nocerino di curare la trattativa. Altre posizioni si stanno definendo in questi giorni.
L'udienza di ieri (la prossima sarà il 22 febbraio) si è concentrata sull'ordinanza del Gup che ha ritenuto inesistente il pericolo «concreto» di imparzialità perché, nel frattempo, il giudice di pace non solo ha ritirato la costituzione di parte civile con cui chiedeva di essere risarcito di 21 mila euro investiti nei bond Parmalat, ma ha anche rinunciato a qualsiasi azione civile risarcitoria. Alle positive reazioni della procura (il pm Francesco Greco: «rispettata la ratio della legge»), dell'avvocato della Parmalat Marco De Luca («una decisione saggia»), delle associazioni dei consumatori (per l'avvocato Alessandro Gamberini di Federconsumatori «è stato evitato il rischio di fare deragliare il processo»), gli avvocati delle difese passano all'attacco. A cominciare dallo stesso Dinoia che non si arrende e annuncia di volere riproporre la questione «se dovesse esserci il rinvio a giudizio», mentre per il legale Lucio Lucia «la decisione era attesa anche se non la condivido del tutto in punta di diritto: perché la vera sede del processo rimane Parma».
E proprio sulla competenza territoriale si consumerà il prossimo scontro in aula. Ancora una volta a puntare sul trasloco a Parma è l'avvocato Dinoia che ha già presentato al Gup una memoria di 47 pagine con cui ribadisce che «spezzare il processo in due distinte autorità giudiziarie appare innaturale». In attesa del nuovo «duello», l'udienza è proseguita con l'intervento del pm Carlo Nocerino che ha analizzato le posizioni dei singoli imputati. Oltre ad illustrare al Gup i reati contestati ai big dell'inchiesta come l'ex patron, Calisto Tanzi e suo figlio Stefano, gli ex direttori finanziari, Fausto Tonna, Alberto Ferraris e Luciano Del Soldato, si è soffermato con particolare attenzione sulla posizione dei consiglieri indipendenti, Luciano Silingardi, Paolo Sciumè e Enrico Barachini, responsabili per non essere intervenuti benché fossero consapevoli del reale reale stato di salute del gruppo. Una situazione che il pm liquida in una battuta: le informazioni al mercato erano così false che il rating ai bond sarebbe stato più attendibile se ad assegnarlo fossero stati gli allevatori, i quali, visti i ritardi nei pagamenti, potevano avere il polso della reale situazione finanziaria di Collecchio.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0 .1012610086&chId=30
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it.news.yahoo.com Venerdì 18 Febbraio 2005, 11:15
Parmalat, interrogato Tanzi. Difesa: basta parole,ora tocca a pm
PARMA (Reuters)
- E' iniziato intorno alle 10,30 di stamane in procura a Parma il quinto interrogatorio del 2005 dell'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi, ascoltato oggi dal pm Vincenzo Picciotti.
I legali di Tanzi, gli avvocati milanesi Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, poco prima dell'inizio dell'interrogatorio, hanno detto che non faranno più dichiarazioni sul caso ai giornalisti "finché la procura non deciderà di intervenire".
"La difesa del cavaliere ritiene che sia cessato il momento di fare commenti, prognosi e parlare del futuribile", ha dichiarato Biancolella. "Ora devono parlare gli atti e dev'essere la procura a decidere come, quando e nei confronti di chi esercitare l'azione penale".
La tesi sostenuta dalla difesa di Tanzi è che a provocare il dissesto si Parmalat, crollata in un buco da 14 miliardi di euro, abbiano contribuito in larga parte le banche con condizioni vessatorie nei confronti del loro assistito e girando i rischi dei loro finanziamenti al gruppo sul mercato.
Tanzi, prima di entrare negli uffici della procura per essere interrogato, ad una domanda dei giornalisti sulle sue condizioni di salute. ha risposto: "Non sto benissimo".
La procura di Parma sta conducendo l'inchiesta principale sul crack con l'ipotesi di reato di banacarotta fraudolenta.
http://it.news.yahoo.com/050218/58/34a7z.html
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it.news.yahoo.com Martedì 22 Febbraio 2005, 13:03
Parmalat, udienze oggi e domani su nuova richiesta trasferimento
MILANO (Reuters)
- Gli appuntamenti di oggi e domani dell'udienza preliminare in corso a Milano nell'ambito del procedimento Parmalat per aggiotaggio, false revisioni e ostacolo alla Consob saranno dedicati dal gup Cesare Tacconi all'esame di una nuova richiesta di trasferimento a Brescia del processo per incompetenza territoriale, avanzata dall'avvocato Massimo Di Noia, difensore dell'ex legale del gruppo Gian Paolo Zini.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che l'avvocato Di Noia ha riproposto la questione, citando il fatto che fra le denunce per truffa presentate dai piccoli risparmiatori c'era anche quella di un giudice del Tribunale di Milano, Michele Montingelli, che tuttavia non si è costituito parte civile.
Per tutte le inchieste e i processi che coinvolgono magistrati milanesi come parti lese o come indagati, la sede competente a giudicare è Brescia.
Il 16 febbraio scorso, il giudice Tacconi aveva già respinto una precedente analoga richiesta dell'avvocato Di Noia in base al fatto che nella lista delle parti civili compariva un giudice di pace milanese, Lucia Massarotto, che aveva però poi revocato la sua costituzione e rinunciato alla richiesta di
risarcimento.
Slitta così alle prossime udienze la formalizzazione dei patteggiamenti per alcuni degli imputati, per i quali è già stato raggiunto un sostanziale accordo far le difese e la procura.
All'udienza preliminare in corso sono imputati gli ex vertici di Parmalat, gli ex amministratori del gruppo, due revisori di Deloitte & Touche e tre ex funzionari di Bank of America, oltre a tre società, l'ex Grant Thornton spa (ora Italaudit), e le filiali italiane di Deloitte & Touche e Bank of America.
I due revisori di Italaudit hanno invece scelto di saltare l'udienza preliminare e di essere sottoposti al processo immediato, partito il 27 gennaio e aggiornato a marzo.
A Milano resta aperto il filone d'inchiesta sulle presunte responsabilità di istituti bancari italiani ed esteri in relazione al dissesto da oltre 14 miliardi di euro del gruppo di Collecchio. Per questa tranche d'inchiesta è ancora attesa la chiusura indagini e la successiva presentazione delle richieste di rinvio a giudizio nei confronti di almeno quattro banche estere e una società italiana e di un numero ancora imprecisato di funzionari.
La procura di Parma conduce invece l'inchiesta principale sul crack con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta a carico di gran parte degli stessi imputati dell'udienza preliminare di Milano.
http://it.news.yahoo.com/050222/58/34fwn.html
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it.news.yahoo.com Mercoledì 23 Febbraio 2005, 12:47
Parmalat, decisione richiesta trasferimento udienza al 22 marzo
MILANO (Reuters)
- E' stata rinviata al 22 marzo prossimo l'udienza preliminare in corso a Milano nell'ambito del procedimento Parmalat per aggiotaggio, false revisioni e ostacolo alla Consob.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che in quella data il gup Cesare Tacconi comunicherà le sue decisioni per scogliere tutte le eccezioni preliminari, fra le quali la nuova richiesta di trasferimento a Brescia del processo per incompetenza territoriale, avanzata ieri dall'avvocato Massimo Di Noia, difensore dell'ex legale del gruppo Gian Paolo Zini.
Slitta così ulteriormente alle prossime udienze la formalizzazione dei patteggiamenti per alcuni degli imputati, per i quali è stato raggiunto un sostanziale accordo fra le difese e la procura.
L'avvocato Di Noia ha riproposto ieri la questione del trasferimento, citando il fatto che fra le denunce per truffa presentate dai piccoli risparmiatori c'era anche quella di un giudice del Tribunale di Milano, Michele Montingelli, che tuttavia non si è costituito parte civile.
Per tutte le inchieste e i processi che coinvolgono magistrati milanesi come parti lese o come indagati, la sede competente a giudicare è Brescia.
Il 16 febbraio scorso, il giudice Tacconi aveva già respinto una precedente analoga richiesta dell'avvocato Di Noia in base al fatto che nella lista delle parti civili compariva un giudice di pace milanese, Lucia Massarotto, che aveva però poi revocato la sua costituzione e rinunciato alla richiesta di risarcimento.
All'udienza preliminare in corso sono imputati gli ex vertici di Parmalat, gli ex amministratori del gruppo, due revisori di Deloitte & Touche e tre ex funzionari di Bank of America, oltre a tre società, l'ex Grant Thornton spa (ora Italaudit), e le filiali italiane di Deloitte & Touche e Bank of America.
I due revisori di Italaudit hanno invece scelto di saltare l'udienza preliminare e di essere sottoposti al processo immediato, partito il 27 gennaio e aggiornato a marzo.
A Milano resta aperto il filone d'inchiesta sulle presunte responsabilità di istituti bancari italiani ed esteri in relazione al dissesto da oltre 14 miliardi di euro del gruppo di Collecchio. Per questa tranche d'inchiesta è ancora attesa la chiusura indagini e la successiva presentazione delle richieste di rinvio a giudizio nei confronti di almeno quattro banche estere e una società italiana e di un numero ancora imprecisato di funzionari.
La procura di Parma conduce invece l'inchiesta principale sul crack con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta a carico di gran parte degli stessi imputati dell'udienza preliminare di Milano.
http://it.news.yahoo.com/050223/58/34hvi.html
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www.consrag.it 23-FEB-05 - 21:31
PARMALAT: BASILICATA - DI SIENA (DS), POSITIVO INCONTRO SU STABILIMENTO ATELLA
Roma, 23 feb. (Adnkronos)
- ''L'incontro al ministero dell'industria sullo stabilimento di Atella della Parmalat ha finalmente dato un tavolo di confronto permanente sulle operazioni che il governo e il commissario straordinario, Enrico Bondi, vorrranno intraprendere per dare una prospettiva al settore dei prodotti da forno, sia pure collocato fuori dal nuovo gruppo che si verra' a costituire''. E' la dichiarazione del senatore diessino della Basilicata, Piero Di Siena, che prosegue ''Da oggi La Parmalat di Atella non e' piu' la 'cenerentola' nell'ambito del complesso confronto che e' in corso sul grande gruppo agroalimentare italiano''. (Sit/Gs/Adnkronos)
http://www.consrag.it/notizia.asp?file=ADN20050223213111.xml
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www.legalweek.com 26 Febbraio 2005 Parmalat law chief set for private practice move
By Antony Collins
The acting general counsel of Parmalat, Bruno Cova, is to leave the company in the summer to return to private practice, with Los Angeles leader Paul Hastings Janofsky & Walker emerging as a potential home.
Cova is one of Italy’s most high-profile in-house lawyers having served as general counsel to Fiat before taking up the post of consultant to Parmalat commissioner Enrico Bondi and acting as the troubled Italian company’s general counsel.
However, Cova has told Legal Week that he is to quit in the late spring or early summer to return to private practice after guiding Parmalat through its restructuring in the wake of multi-billion euro fraud allegations.
"I want to join a law firm but I definitely will not be leaving until it is mission accomplished at Parmalat, which is simply a matter of months away."
He said that he has been in discussion with several firms since last year and his options were still open, although Paul Hastings has emerged as a contender.
Paul Hastings chairman Seth Zachary told Legal Week: "Italy, and Milan especially, is an important financial centre but we are still considering a lot of options."
If Paul Hastings landed Cova, it would hand the 900-lawyer firm its first presence in Italy following a recent run of international expansion.
The top 50 US firm merged with Koo and Partner in Hong Kong in 2002 and last year took over Paris firm Moquet Borde & Associes.
Author: Antony Collins
Source: Legal Week
Start Date: 25/02/2005
End Date: 02/03/2005
http://www.legalweek.com/ViewItem.asp?id=23189
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it.news.yahoo.com Sabato 26 Febbraio 2005, 12:36
Parmalat, ottavo interrogatorio Tanzi. Al centro settore turismo
PARMA (Reuters)
- E' iniziato stamane in procura a Parma l'ottavo interrogatorio dall'inizio dell'anno dell'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi, nell'ambito dell'inchiesta sul crack da 14 miliardi di euro del gruppo di Collecchio.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che è già stata fissato per lunedì prossimo 28 febbraio un nuovo interrogatorio e che al centro di quello di oggi, davanti al pm Vincenzo Picciotti, si ritiene ci sia ancora il capitolo del settore turistico, come negli interrogatori dell'ultima settimana.
Sempre su questo capitolo, hanno detto le fonti, sono stati interrogati dai pm di Parma nei giorni scorsi il manager Nicola Catelli -- già socio della Hit International, poi confluita in Parmatour, holding turistiche della famiglia Tanzi -- ritenuto uomo di collegamento fra Collecchio e la Banca di Roma, e, come persona informata dei fatti, l'ex presidente e ad delle Ferrovie dello Stato Giancarlo Cimoli, attuale amministratore delegato di Alitalia.
L'interrogatorio di circa due ore al testimone Cimoli, dicono le fonti, si era incentrato su una joint venture del 1996 fra la Hit International e le Ferrovie.
Le fonti hanno aggiunto che al centro degli interrogatori resta sempre anche la vicenda Ciappazzi, cioè la società di acque minerali siciliana di Giuseppe Ciarrapico, che la procura di Parma ritiene sia stata acquistata da Tanzi per le pressioni di Cesare Geronzi, allora numero uno di Banca di Roma e attuale presidente del gruppo Capitalia.
Geronzi ha sempre respinto ogni accusa.
http://it.news.yahoo.com/050226/58/34nfk.html
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it.news.yahoo.com Lunedì 28 Febbraio 2005, 19:32
Procura Roma chiede rinvio a giudizio Tanzi e Necci per truffa
ROMA (Reuters)
- La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 21 persone tra cui l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi e l'ex ad di Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci per aver progettato, negli anni Novanta, una joint venture su cui riversare parte dei debiti accumulati dal gruppo di Collecchio.
Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie, precisando che il principale reato ipotizzato è quello di truffa.
Il pm Pierfranco Laviani ha chiesto il rinvio a giudizio per Tanzi, Necci e altre 19 persone per aver posto le basi, nel 1995-1996, per una joint venture tra Cit Viaggi - società turistica delle Fs - e società turistiche del gruppo di Collecchio che, secondo l'accusa, avrebbe consentito a Tanzi di liberarsi di una parte dei debiti
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accumulati.
Il progetto della jv European Consulting Partnership (Ecp) saltò quando un consigliere di amministrazione di Fs fece notare una serie di anomalie, e la vicenda finì davanti alla magistratura.
Tanzi è stato interrogato sabato per l'ottava volta a Parma nell'ambito dell'inchiesta sul crack da 14 miliardi di euro del gruppo di Collecchio, in cui è accusato, tra l'altro, di aggiotaggio a Milano e associazione a delinquere con finalità di truffa a Parma.
Sul capitolo turismo dell'affare Parmalat, sono stati interrogati dai pm di Parma nei giorni scorsi anche il manager Nicola Catelli -- già socio della Hit International, poi confluita in Parmatour (holding turistiche della famiglia Tanzi), ritenuto uomo di collegamento fra Collecchio e la Banca di Roma -- e, come persona informata dei fatti, l'ex presidente e ad delle Ferrovie dello Stato Giancarlo Cimoli, attuale amministratore delegato di Alitalia.
L'interrogatorio di circa due ore al testimone Cimoli, hanno detto alcune fonti, si è incentrato proprio sulla joint venture del 1996 fra la Hit International e le Ferrovie.
Tra le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio a Roma figurano anche due funzionari della società di consulenza e revisione Arthur Andersen MBA srl, Carlo Artusi e Roberto Giovannini.
Ora, dopo le procedure di rito, dovrà essere fissata l'udienza preliminare.
http://it.news.yahoo.com/050228/58/34qtz.html
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