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Aprile 2005

In questo spazio le notizie vengono inserite in modo che l'ultima trasferita sia in fondo alla pagina.

Rassegna stampa giuridica fornita da IusOnDemand srl, www.lexia.it/newsletter
www.agcm.it pervenuta il 1 Aprile 2005
Provvedimento C4722C - PARMALAT/CARNINI DATI GENERALI tipo Chiusura istruttoria numero 14117 data 10/03/2005 PUBBLICAZIONE Bollettino n. 10/2005
Procedimenti collegati (articoli della legge 287/90) - 6-Concentrazione tra imprese indipendenti (esito: Autorizzazione) Testo Provvedimento C4722C - PARMALAT/CARNINI Provvedimento n. 14117 L'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 10 marzo 2005; SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo; VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287; VISTA la propria delibera del 27 gennaio 2005 con la quale ha accertato l'inottemperanza, ai sensi dell'articolo 19, comma 2, della legge n. 287/90, da parte della società Parmalat S.p.A., con riguardo all'omessa notifica preventiva delle operazioni di concentrazione di cui all'articolo 16 della legge n. 287/90 ed ha avviato l'istruttoria, ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90, nei confronti delle società Parmalat S.p.A. e Carnini S.p.A.; SENTITI i rappresentanti di Centrali Produttori Latte Lombardia, in data 8 febbraio 2005, i rappresentanti di Cooperlat S.c. a r.l., in data 15 febbraio 2005, i rappresentanti di Granarolo S.p.A., in data 16 febbraio 2005 ed i rappresentanti di Parmalat, in data 17 febbraio 2005; VISTI gli atti del procedimento; CONSIDERATO quanto segue: I. IL FATTO 1. Le parti 1. Parmalat S.p.A., con sede legale a Collecchio (PR), è una delle principali imprese alimentari italiane, attiva, direttamente o tramite società controllate, prevalentemente nella lavorazione e commercializzazione di latte alimentare, derivati del latte, succhi di frutta e prodotti da forno. A far data dal 24 dicembre 2003, Parmalat S.p.A. è stata ammessa alla procedura di Amministrazione Straordinaria, tuttora in corso. Il fatturato realizzato da Parmalat S.p.A. in Italia, nel 2003, è stato di circa 6.444 milioni di euro. 2. Carnini S.p.A., con sede legale a Villa Guardia (CO), è una società attiva nel settore alimentare, prevalentemente nella produzione e vendita di latte fresco, che opera principalmente nell'ambito della regione Lombardia. A partire dal 2 febbraio 2004, Carnini S.p.A. è sottoposta ad Amministrazione Controllata, tuttora in corso. Il fatturato realizzato, nel 2003, da Carnini S.p.A. in Italia, quasi per intero nel settore lattiero-caseario, è stato pari a circa 46 milioni di euro. 2. Descrizione dell'operazione 3. L'operazione consiste nell'acquisizione, da parte di Parmalat, delle azioni rappresentative della totalità del capitale sociale di Carnini. L'operazione è stata posta in essere per il tramite delle società Boston Holdings Corporation, prima, e Boston Diaries International Holdings Corporation Inc., poi. A seguito dell'operazione, Parmalat ha acquisito il controllo esclusivo della società Carnini. II. LA QUALIFICAZIONE DELL'OPERAZIONE 4. L'operazione, in quanto ha comportato l'acquisizione del controllo di un'impresa, costituisce una concentrazione ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90. Essa rientra nell'ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all'articolo 1 del Regolamento CE n. 139/2004, ed è soggetta all'obbligo di comunicazione preventiva disposto dall'articolo 16, comma 1 della medesima legge, in quanto il fatturato totale realizzato nell'ultimo esercizio a livello nazionale dall'insieme delle imprese interessate è superiore a 411 milioni di euro.
Il resto dell'articolo lo potete trovare su:http://www.agcm.it/AGCM_ITA/DSAP/DSAP_287.NSF/
8e6c9d46ff89ca79c12567d00056258f/4121f76691f2659dc
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www.repubblica.it 4 Aprile 2005
Battuta d’arresto per Parmalat il nuovo corso è rimandato
WALTER GALBIATI
Slitta la votazione del concordato. E slitta anche la quotazione in Borsa di Parmalat. L’altolà della Consob al prospetto del gruppo di Collecchio, pronunciato la settimana passata ha di fatto rallentato la corsa verso il listino. Tutto era già pronto per far votare i creditori sul concambio dei crediti in azioni: dopo il nulla osta dell’Autorità di Vigilanza, sarebbero bastati 20 giorni per arrivare all’assemblea, in cui gli ammessi al passivo dal giudice fallimentare Giuseppe Coscioni avrebbero dovuto decidere sui concambi proposti dal commissario Enrico Bondi. In quella sede col 50% più uno dei voti favorevoli (intesa come la maggioranza dell’ammontare totale dei crediti del gruppo) si sarebbe aperta la via per approdare a Piazza Affari. Ogni creditore avrebbe ricevuto titoli della nuova Parmalat, in base ai recovery ratio stabiliti dalla procedura. La mancata approvazione del prospetto entro il 31 marzo da parte della Consob, invece, ha rovinato il piano. O quanto meno lo ha rallentato. Ora il documento informativo per poter essere presentato prima ai creditori e poi agli eventuali investitori in azioni della nuova Parmalat non dovrà contenere solo i dati contabili pubblicati in occasione delle semestrale dello scorso anno, ma anche quelli relativi al bilancio chiuso al 31 dicembre 2004. Secondo la normativa sui prospetti, infatti, le informazioni finanziarie contenute nel documento di offerta, non devono essere più vecchie di nove mesi, come, invece nel caso Parmalat, lo è ormai la semestrale al 30 giugno 2003. Ciò significa che i revisori della Pricewaterhouse Coopers dovranno mettersi di nuovo al lavoro per raccogliere al più presto le informazioni necessarie per certificare il bilancio, una procedura non certo facile visti i precedenti del 2003 e della semestrale 2004. Inoltre su esplicita richiesta della Consob, Parmalat e i suoi advisor dovranno anche spiegare meglio le problematiche legate alle controllate estere e i contenziosi legali che pendono in capo al gruppo. Più volte gli stessi revisori hanno lamentato la difficoltà nel reperire le informazioni su alcune società estere possedute da Parmalat al 100%. E nell’impossibilità di ottenere i dati hanno semplicemente deconsolidato le partecipazioni. Si tratta delle controllate negli Stati Uniti, in Francia, a Malta, alle Cayman, in Irlanda, in Ungheria e in Brasile. Ora devono fornire spiegazioni più dettagliate. Quanto ai contenziosi, invece, la Consob vuol sapere quali potranno essere i risvolti delle cause pendenti, soprattutto quelle nei confronti dei grandi gruppi del credito come Citigroup e Bank of America, che si troveranno a essere dopo il voto anche azionisti della stessa Parmalat, il loro principale accusatore. Il ritardo che si andrà ad accumulare prima di arrivare alla quotazione, forse due o tre mesi, non sembra tuttavia aver allarmato gli attuali possessori dei bond Parmalat. Il giorno dopo l’annuncio della Consob, le quotazioni sono rimate sostanzialmente invariate. «I bond non si sono mossi e le loro quotazioni sono ancora sui massimi. Io non mi aspetto nell'immediato futuro delle variazioni sostanziali per un motivo molto semplice: le obbligazioni Parmalat sono state rastrellate, nei mesi scorsi, da investitori istituzionali il cui orizzonte temporale d'investimento non cambia certamente se la quotazione slitta di alcuni mesi», ha spiegato un operatore all’agenzia di stampa MfDow Jones. «Le scadenze medie scambiano a 2226 punti mentre quelle a più lungo termine sui 2224. Non credo che vedremo dei grossi passaggi nei prossimi giorni», ha aggiunto un trader. Come dire che un ritardo di qualche mese non cambia certo le prospettive di chi ha perso quasi tutto il proprio capitale a causa della truffa perpetrata dal duo TanziTonna.
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2005/04/04/
finanza/030lattosio.html
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www.agi.it/news 5 aprile 2005
PARMALAT: IL TURISMO HA PIU' DI UN MILIARDO DI DEBITI
(AGI) - Parma, 8 apr. - Le societa' turistiche che furono di Tanzi hanno piu' di un miliardo di debiti: e' quanto ha accertato il tribunale di Parma. Infatti, il giudice Pasquale Liccardo ha depositato nella cancelleria fallimentare la lista definitiva dei creditori di Parmatour e Hit, le holding turistiche che facevano riferimento al gruppo Tanzi. Nel complesso i debiti di Parmatour sono oltre 657 milioni, mentre quelli di Hit sono piu' di 390 milioni. In tutto il passivo totale accertato e' di un miliardo 47 milioni e 467.240 euro. Una voragine immensa, un crac nel crac che il giudice ha calcolato attraverso l'attento esame di 2.181 insinuazioni, 1.345 arrivate solo per Parmatour. Tra i crediti ammessi anche quelli di numerose banche, tra cui la banca agricola Mantovana che 'aspetta' piu' di 173 milioni, la Bipop, ammessa per 15 milioni e 400 mila euro, Isitalia ammessa per 27 milioni, e Monte dei Paschi di Siena Merchant a cui e' stato riconosiuto 1 milione e 207 mila. Tra i crediti ammessi, anche quelli di Trenitalia, Coca Cola, Telecom e delle squadre di calcio, Bologna e Milan. Bocciata invece il Napoli. Ammesso tra gli altri anche un credito dell'attrice Clarissa Burt, a cui HIT deve oltre 12 mila euro. Il giudice ha invece escluso le richieste di rimborso di Francesca Tanzi - la figlia dell'ex re del latte che occupo' posti importanti nel settore turistico - chiedeva 207 mila euro e Roberto Tedesco, l'ex amministratore delegato di Parmatour che ne voleva piu' di 187 mila. Il grosso dei crediti ammessi e' in via chirografaria: i crediti ammessi invece in privilegio - quelli che saranno pagati per primi - ammontano 'solo' a 19 milioni e 377 mila euro. (AGI) - 081114 APR 05 COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A.
http://www.agi.it/news.pl?doc=200504081114
-1037-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia
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it.news.yahoo.com Lunedì 11 Aprile 2005, 21:00
Parmalat: Capitalia su accuse Pm
(ANSA) - ROMA, 11 apr - Una replica e' venuta dal portavoce di Capitalia alle notizie sulle accuse formulate dai Pm di Parma sulla vicenda Parmalat. 'Dalla sola lettura delle ipotesi di reato sembra che un finanziamento a Parmalat nel 2002 di 37 mln e l'interessenza di Parmalat in una societa' minore del Gruppo Ciarrapico,per un investimento,mai completamente versato, di 15 mln siano la causa del crac Parmalat con un 'buco' di 13 mld. Si tratta - secondo Capitalia - di una forzatura'.
http://it.news.yahoo.com/050411/2/36ltm.html
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www.legalweek.com 12/04/2005
Paul Hastings secures Parmalat trouble-shooter for Italian launch Legal Week reports
Paul Hastings Janofsky & Walker has hired acting general counsel of Parmalat, Bruno Cova, and Norton Rose’s Italian managing partner Roberto Cornetta for a high-profile Italian law launch. Cova is one of Europe’s most senior in-house counsel, having previously acted as general counsel of Fiat, chief compliance officer of EBRD and general counsel of Eni’s exploration and production division. Legal Week revealed in February that he was to quit Parmalat for private practice, with Paul Hastings being the prime candidate. Cornetta, meanwhile, launched an Italian practice for Norton Rose in 2000, serving as managing partner of the 55-lawyer practice in Milan and Rome. He is a finance and M&A specialist The heavyweight duo will launch a Milan practice for the Los Angeles leader, which last year entered the French market through its merger with Paris corporate boutique Moquet Borde & Associes. Commenting on the move, Paul Hastings’ chairman Seth Zachary said: "The opening of an office in Italy, the fourth largest economy in Europe, is the next important step in expanding our global footprint." Author: Antony Collins Source: Legal Week Start Date: 12/04/2005 End Date: 17/04/2005
http://www.legalweek.com/ViewItem.asp?id=23700
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www.ilcaso.it 14/04/2005
Data la rilevanza dell'articolo consigliamo di digitare l'indirizzo e collegarsi direttamente
http://www.ilcaso.it/opinioni/fimmano-01-04-04.htm
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it.news.yahoo.com Martedì 19 Aprile 2005, 12:49
Parmalat, pm Milano dà ok ad altri due patteggiamenti
MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha dato il suo parere favorevole ad altri due patteggiamenti -- che fanno così salire il numero totale per ora a 11 -- nell'ambito dell'udienza preliminare per aggiotaggio sul crack Parmalat in corso a Milano davanti al gup Cesare Tacconi. Lo hanno riferito fonti giudiziarie, precisando che i pm hanno dato il via libera ai patteggiamenti dell'avvocato Gian Paolo Zini (due anni di reclusione) e dell'ex tesoriere del gruppo di Collecchio Franco Gorreri (11 mesi). Il giudice deciderà su tutti e 11 i patteggiamenti al termine dell'udienza preliminare, hanno detto le fonti. Altre fonti hanno precisato che la data prevista per la decisione potrebbe essere quella del 28 giugno. Gli altri nove patteggiamenti, per i quali la procura ha dato il suo parere favorevole il 5 aprile, riguardano Giovanni e Stefano Tanzi (un anno e 11 mesi), rispettivamente fratello e figlio dell'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi, gli ex direttori finanziari del gruppo Fausto Tonna (due anni e sei mesi) e Luciano Del Soldato (un anno e 10 mesi), gli ex dipendenti Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina (un anno), gli ex membri del cda Francesco Giuffredi (10 mesi) e Domenico Barili (un anno e cinque mesi). Intanto Calsito Tanzi potrebbe presentarsi nell'udienza preliminare per rendere dichiarazioni spontanee, come già era stato preannunciato all'inizio dell'udienza. Lo ha confermato uno dei difensori di Tanzi, l'avvocato Gianpiero Biancolella. Dopo che l'ex proprietario di Parmalat ha concluso una lunga serie di interrogatori e il suo intervento all'incidente probatorio presso il tribunale di Parma -- dove la procura sta conducendo l'inchiesta principale per bancarotta -- ora "vuol far sentire la sua voce anche davanti ai magistrati milanesi in modo più organico". L'udienza preliminare di Milano riguarda 27 persone e tre società e le ipotesi di reato sono aggiotaggio, ostacolo alla Consob e false revisioni.
http://it.news.yahoo.com/050419/58/36ye8.html
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it.news.yahoo.com Martedì 19 Aprile 2005, 11:40
CORRETTO -Parmalat, pm Milano dà ok ad altri due patteggiamenti
nello storia dal titolo "Parmalat, procura Milano dà ok ad altri due patteggiamenti", alla terza riga del secondo paragrafo si prega leggere "Franco Gorreri " anziché "Franco Gorreri (11 anni)". Corregge anni in mesi. Segue versione corretta. MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha dato il suo parere favorevole ad altri due patteggiamenti -- che fanno così salire il numero totale per ora a 11 -- nell'ambito dell'udienza preliminare per aggiotaggio sul crack Parmalat in corso a Milano davanti al gup Cesare Tacconi. Lo hanno riferito fonti giudiziarie, precisando che i pm hanno dato il via libera ai patteggiamneti dell'avvocato Gian Paolo Zini (due anni di reclusione) e dell'ex tesoriere del gruppo di Collecchio Franco Gorreri (11 mesi). Il giudice deciderà su tutti e 11 i patteggiamenti al termine dell'udienza preliminare, hanno detto le fonti. Gli altri nove patteggiamenti, per i quali la procura ha dato il suo parere favorevole il 5 aprile, riguardano Giovanni e Stefano Tanzi, rispettivamente fratello e figlio dell'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi, (un anno e 11 mesi), gli ex direttori finanziari del gruppo Fausto Tonna (due anni e sei mesi) e Luciano Del Soldato (un anno e 10 mesi), gli ex dipendenti Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina (un anno), gli ex membri del cda Francesco Giuffredi (10 mesi) e Domenico Barili (un anno e cinque mesi). L'udienza preliminare di Milano riguarda 27 persone e tre società e le ipotesi di reato sono aggiotaggio, ostacolo alla Consob e false revisioni.
http://it.news.yahoo.com/050419/58/36y85.html
www.ilsole24ore.com 20 aprile 2005
I patteggiamenti salgono a undici Ora Zini e Gorreri.Petrucci:«Usato dati pm per evitare il trasferimento dell'inchiesta».
di Mara Monti
È corsa al patteggiamento per gli imputati nel processo Parmalat di Milano, mentre la vicenda dei comunicati falsi al mercato, inviati per anni da Collecchio, è ripiombata come un macigno in aula davanti al Gup Cesare Tacconi. Nelle mail le prove dell'aggiotaggio. A riportare al centro della discussione la presunta manipolazione del mercato, è stato l'interrogatorio di Andrea Petrucci, ex direttore generale della Parfin e responsabile della redazione dei comunicati stampa. Petrucci, entrato in Parmalat ai tempi della quotazione in Borsa nel 1992, già nella Finanziaria Centro Nord di Giuseppe Gennari, ha respinto le accuse, spiegando di non aver mai avuto il potere di decidere e di controllare le comunicazioni che gli arrivavano da Collecchio e che lui da Milano aveva il compito di inviare al mercato. E uscendo dall'aula, al termine dell'interrogatorio ha detto: « Sono stato indagato e ora sono imputato in questo processo perché i magistrati milanesi mi hanno usato: l'accusa aveva bisogno di trattenere l'indagine a Milano » . A smontare la difesa dell'ex direttore generale, primo indagato a rilasciare dichiarazioni nell'aula a porte chiuse, le decine di mail depositate dai pm Franceso Greco, Carlo Nocerino ed Eugenio Fusco, con le comunicazioni intercorse tra Petrucci e il management di Collecchio. Informazioni edulcorate da tempo come quella sulle obbligazioni. Scrive Fausto Tonna a Petrucci nella mail del 27 novembre 2002: « Sul file allegato dei bond, il dettaglio non è da pubblicare » . Per la difesa, Petrucci ha soltanto fatto da tramite con il management, senza alcun ruolo decisionale, ma il 26 giugno 2003 è lui stesso a scrivere al direttore finanziario Alberto Ferraris, consigliando le informazioni da riportare nel comunicato stampa: « Per quanto riguarda la prima operazione non ho ovviamente indicato l'utilizzo di parte dei fondi per l'acquisto dei bond emessi da un'altra società ( Banco Totta, ndr). Ho inoltre il dubbio se scrivere qualcosa per giustificare la recente operazione di private placement, collocata ad un tasso di interesse significativamente più oneroso rispetto a questa operazione » . È ancora lui a gestire la comunicazione della vicenda Epicurum: quando il 13 novembre 2003 Parmalat annuncia l'imminente liquidazione del fondo, la notizia fa guadagnare al titolo il 7,78%. Peccato che quella liquidazione non avverrà mai, eppure il mercato per un po' ci crede e Petrucci riceve i complimenti da Ferraris. Calisto Tanzi tratta. Il legale consulente esterno dell'ex gruppo di Collecchio, Giampaolo Zini, e Franco Gorreri ex responsabile della tesoreria e poi presidente di Banca Monte, hanno chiesto di patteggiare, dopo il parere favorevole della procura, rispettivamente per due anni e per dieci mesi. Salgono così a 11 gli imputati che escono dal processo, mentre perde quota la trattativa su Calisto Tanzi: i suoi legali hanno chiesto di chiudere sotto i tre anni, ma per la procura al momento non ci sono le condizioni. Per Tanzi, dunque, la fumata è stata nera.
http://www.ilsole24ore.com/fc?
cmd=art&codid=20.0.1124112257&chId=30
www.ilsole24ore.com 23 aprile 2005
Bondi respinge la richiesta Citigroup Secondo Collecchio l'istituto è stato già ammesso al passivo nella procedura concorsuale.
di Antonella Olivieri
Il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, si oppone alla richiesta di danni per 540 milioni di euro presentata da Citigroup nell'ambito della causa da 10 miliardi di dollari intentata nei confronti della banca Usa dall'amministrazione straordinaria. I legali di Bondi hanno chiesto giovedì alla Corte del New Jersey, dove pende il procedimento, di respingere i counterclaims di Citi in quanto la banca Usa è stata già ammessa, in relazione alle stesse operazioni, al passivo della Parmalat nella procedura concorsuale italiana. Citigroup, aggiunge l'istanza, si è anche appellata al Tar del Lazio perché le fosse riconosciuto un risarcimento per la stessa cifra di 540 milioni di euro, nel caso in cui i suoi crediti non fossero stati riconosciuti. I crediti Citi ammessi al passivo sono diventati definitivi non avendo né la banca Usa né il commissario Bondi presentato opposizione. Secondo il documento depositato da Parmalat negli Usa, la richiesta della banca americana deve essere respinta perciò anche per evitare un doppio risarcimento sulle stesse perdite sofferte che Citigroup riferisce: all'estensione del credito al gruppo di Collecchio, per la maggior parte assistito da garanzia di Parmalat Spa; all'investimento di oltre 100 milioni di dollari in Geslat; al rifiuto di Parmalat di restituire a Citigroup oltre 200 milioni di dollari raccolti con il programma di securitization tramite i veicoli Eureka e Archimede. La stessa Corte del New Jersey lunedì scorso ha respinto l'appello presentato dalla banca americana per trasferire la causa a New York ( operazione invece riuscita alla Bank of America). Di conseguenza, si apre ora il processo di discovery che permetterà all'amministrazione straordinaria di acquisire documenti da Citigroup e di chiedere informazioni a suoi funzionari, senza che la banca Usa possa opporre l'obbligo di riserbo. L'impostazione « data alla causa — ha commentato Marc Greenwald, uno dei legali di Bondi presso lo studio Quinn Emanuel Urquhart Oliver Hedges LLP — è corretta. Ora potremo dimostrare tutte le nostre ragioni dinanzi alla corte » . Da parte sua Citigroup ha ribadito di essere « vittima della condotta fraudolenta di Parmalat, per effetto della quale ha subito perdite per oltre 500 milioni di euro » , aggiungendo: « Stiamo continuando a coltivare le domande riconvenzionali nel contesto del procedimento radicato in New Jersey. Rivedremo le nostre scelte in relazione al rigetto, da parte della sezione d'appello, della nostra istanza per ottenere autorizzazione ad appellare » .
http://www.ilsole24ore.com/fc?
cmd=art&codid=20.0.1136061361&chId=30
www.ilsole24ore.com 29 aprile 2005
Parmalat, ok ai conti 2004 La Consob ha ora 60 giorni per esprimersi sul prospetto per il ritorno a Piazza Affari.
di Vincenzo Del Giudice
Questa potrebbe essere la volta buona per la Parmalat per approdare a Piazza Affari, se non entro l'estate almeno in autunno. La Price WaterhouseCooper's, infatti, ha dato il via libera al bilancio 2004 del gruppo Parmalat Finanziaria. Lo si apprende da fonti finanziarie. Il via libera dei revisori ai conti di Collecchio apre la strada alla presentazione alla Consob (potrebbe avvenire a ore, ndr) della versione aggiornata del prospetto informativo per il concordato con i creditori e per il ritorno in Borsa di Parmalat. Se questa volta l'organo di controllo guidato da Lamberto Cardia dovesse dare parere favorevole, (tecnicamente ha a disposizione 60 giorni ma al quartier generale di Collecchio sperano che i tempi di decisione si riducano, ndr) sarà il giudice fallimentare ad indicare la data del voto del concordato. Se anche qui l'esito dovesse risultare positivo, allora la Parmalat potrebbe arrivare in Borsa a meno di due anni dal crack. Intanto, proprio ieri il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, ha trasmesso alla Consob le risposte alle osservazioni avanzate dalla Commissione sulla bozza di prospetto per la quotazione in Borsa. L'augurio di Bondi è arrivare in quotazione entro l'estate, ma anche l'autunno non sarebbe da disprezzare. Se l'operazione Borsa comincia ad avere ora contorni più certi, il risanamento industriale del gruppo alimentare va bene. I dati delle attività core, al 31 dicembre, quelli presumibilmente presi in esame dalla società di revisione che li ha ceritificati e ne ha dato l'ok, indicavano ricavi dalle attività core a 3,681 miliardi, con un margine operativo lordo di 273 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 210 milioni dell'anno precedente. Sempre a fine anno 2004 l'indebitamento finanziario aveva registrato un calo di 232 milioni, a 11,095 miliardi di euro, contro i 12,191 miliardi dell'anno prima e rispetto ai 12,080 miliardi del novembre 2004. Dall'area di consolidamento sono state escluse le società soggette a vincoli nella gestione in base a procedure concorsuali locali e le società poste in liquidazione e quella ovviamente cedute nel corso del 2005 come in Usa Mother's Cake Cookies, Archway Cookies, tre unità produttive in Canada, me Parmalat Uruguay. É stata inoltre esclusa dall'area di consolidamento anche Margherita Yogurt, per la quale è stato avviato il processo di liquidazione nel mese di febbraio 2005.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=
20.0.1142170876&chId=30
 

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