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Lettera inviata da Vittoria V. il 5 dicembre 2004
diffidiamo il dott.Bondi.
Leggendo e scrivendo sul sito yahoo!bacheca:prfi.mi, è nata l'idea di mandare una diffida al dott.Bondi affinchè in futuro non trasferisca alla nuova parmalat, gli eventuali proventi derivanti dalle azioni risarcitorie.
Se Vi interessa, potete agevolmente arrivare sul sito cercando con google:
26.000 azionisti e 110.000 obbligazionisti. Leggete il messaggio n.3886, e quelli seguenti.
Sono stati danneggiati sia gli azionisti di minoranza che gli obbligazionisti e quindi anche gli obbligazionisti dovrebbero inviare la diffida, correggendola opportunamente.
Il dott.Bondi non prende ordini da noi, però in questo modo , usciamo dall'anonimato e gli offriamo l'occasione di guardare in faccia l'unico vero innocente al quale toglierà la speranza.
Se il dott.BONDI è l'uomo "GIUSTO" che io credo che sia, ci darà ascolto, ...
anche se legalmente potrebbe fregarsene.
Federigo 26 novembre 2004
Vorrei sottoporvi alcuni dubbi e domande che in questi mesi mi sono lievitati in testa.
I° Bondi (il commissario) costituisce una nuova società (Assuntore ) e vi riversa tutte le attività, fra cui il marchio Parmalat, l’uso del marchio senza il fallimento della vecchia società e relativo acquisto dalla procedura fallimentare non dovrebbe essere permesso, la società senza fallimento è sempre degli azionisti (anche di tanzi sigh… ma su questo torno dopo) e di conseguenza anche il marchio.
II° La percentuale maggiore di debiti è:
1. nei confronti degli obbligazionisti, a cui a fronte di soldi dati in prestito vengono restituite azioni della nuova società (Assuntore) che nessuno sa in quali termini e a quale valore varrà quotata;
2. nei confronti delle banche, alle quali però Bondi ha fatto cause legali per risarcimento danni subiti dalla N.B. vecchia società.
Partendo dal presupposto che i criminali/amministratori/azionisti di maggioranza sono rei confessi, secondo voi non sarebbe stato più giusto effettuare un sequestro delle loro azioni (51%) e distribuire quelle ai creditori (in questa maniera si sarebbe ottenuta anche una vera società ad azionariato popolare e con un altissimo flottante e i piccoli azionisti avrebbero comunque avuto in portafoglio almeno una speranza).
Se le cause legali intentate da Bondi andassero a buon fine, i risarcimenti pagati dalle banche (quanti miliardi di euro/dollari sono ? perché se ne saltano fuori una diecina è come aver trovato il tesoro di tanzi e si va a ripianare quasi tutto il debito) in quali casse andrebbero a finire, visto che la vecchia società non è fallita e tutti gli effetti sta ancora operando (con successo), alla ASSUNTORE ?.
Sarà che io di finanza operativa non ci capisco niente, ma sono molto perplesso (eufemismo ), potreste aiutarmi a chiarirmi le idee con la Vs opinione.
Un grazie anticipato a tutti.
Vittoria V. 25 novembre 2004 Cari amici, vi comunico la risposta del mio avvocato alla lettera che io gli ho inviato, e che Vi allego.
"Ha perfettamente ragione: comunque controparte ha usato un
argomento polemico per la stampa, di nessun pregio giuridico."
lettera mia del 24 novembre:
Spett. studio legale,
> secondo una nota dell'agenzia
> Ansa, durante l'udienza di ieri 23 Novembre, i
> difensori di Callisto Tanzi, gli avvocati Giampiero
> Biancolella e Fabio Belloni, tra le altre cose hanno
> chiesto di non permettere la costituzione di parte
> civile a tutti i risparmiatori che hanno investito in
> titoli Parmalat dopo l'8 Dicembre, in quanto da quel
> momento erano ormai note le difficoltà del gruppo, e
> di quanti investitori che "nelle motivazioni della
> loro richiesta di costituzione hanno dichiarato di
> essere stati consigliati dagli istituti di credito".
>
> Come era prevedibile cercano di ribaltare tutto.
>
> Secondo le informazioni che all'8 dicembre 2003 erano
> di dominio pubblico, il problema era rimborsare i 150
> milioni del bond in scadenza perché il fondo Epicurum
> non restituiva il denaro ricevuto.
>
> Il comunicato stampa del 9 dicembre rende note le
> difficoltà insorte per la liquidazione del fondo
> Epicurum, annuncia che i 150 milioni di bond saranno
> rimborsati il 15 dicembre, conferisce l'incarico
> professionale di assistenza tecnica al dott.Bondi,
> comunica che il Dr Luciano Del Soldato, dall'8
> dicembre 2003, ha lasciato la carica di membro del
> consiglio di amministrazione e di Direttore Generale
> Finanza.
>
> Il sig.Tanzi , quando ha chiamato il dott. Bondi,
> sollecitato dalle banche, sapeva che ormai non aveva
> vie d'uscita. Gli sarebbe rimasto poco tempo per
> permettere a tutti i suoi amici di uscire
> dall'investimento azionario, perché presto sarebbe
> stato smascherato. Per prendere tempo ha scritto
> l'ultimo paragrafo del comunicato stampa datato 9
> dicembre.
> "Il Cav.Lav. Calisto Tanzi ha ribadito l'impegno
> della famiglia Tanzi di fronte agli azionisti, ai
> sottoscrittori di obbligazioni, ai dipendenti, clienti
> e fornitori del Gruppo Parmalat di preservare, in
> questo difficile momento, il valore dell'azienda
> nell'interesse di tutti i soggetti coinvolti"
>
> Quando ho investito in Parmalat, il giorno 11 dicembre
> 2003 ero consapevole che la situazione era molto
> incerta, non potevo certamente supporre che fosse
> catastrofica.
> Era impensabile che una azienda del Mib30 si
> inventasse utili su cui pagava le imposte, per poter
> erogare dividendi e per ottenere prestiti miliardari.
> Il pagamento del bond avvenuto il 15 dicembre ha
> ridato fiducia ai poveri fessi che compravano per
> mediare il prezzo, mentre coloro che sapevano,
> vendevano a piene mani.
>
> Malgrado il 18 dicembre la Bank of America abbia
> disconosciuto un estratto conto con un saldo positivo
> di 4,5 miliardi , il titolo Parmalat ha continuato ad
> essere scambiato in borsa fino al giorno 22, quando i
> libri contabili sono stati portati in tribunale.
> I poveracci che hanno comprato titoli Parmalat dal 8
> dicembre al 22 dicembre, sono stati ingannati dal
> signor Tanzi, e non considerati dal dott.Bondi.
> Perché il dott.Bondi, quando ha capito come stavano le
> cose, la sera del 10 dicembre non ha fatto bloccare il
> titolo in borsa? Qualcuno glielo ha impedito.
> Noi abbiamo diritto di essere parte civile in un
> processo per aggiotaggio: siamo stati ingannati da
> bilanci falsi, comunicati stampa falsi, estratti conto
> bancari manipolati in casa con lo scanner e qualche
> programma di editing grafico.
> Se proprio si vuole classificare gli azionisti, il
> signor Tanzi è responsabile in prima persona di tutti
> gli acquisti effettuati dopo l'8 dicembre.
> Il Tanzi sapeva bene che il fondo Epicurum era una
> bufala da lui inventata per i gonzi. Noi non avevamo
> modo di saperlo, però si trattava comunque di un
> credito, momentaneamente non monetizzabile, ma pur
> sempre di un credito nei confronti di un fondo di
> investimento.
> RicordateVi che all'8 dicembre il problema era
> reperire 150 milioni, ora sono 14 miliardi di passivo,
> vero o falso che sia. (14 miliardi sono una
> finanziaria dello stato italiano)
> Tanzi, quando ribadiva il suo impegno di preservare
> il valore dell'azienda nell'interesse di tutti, stava
> raccontando frottole, reiterava con ogni sua azione il
> reato di aggiotaggio.
>
> Egregio avvocato, Le ho scritto questa memoria, perché
> non sopporto che Tanzi si permetta di pensare di non
> avermi danneggiato.
> Anche se fossi uno speculatore, uno che punta sui
> cavalli, pretenderei che in partenza ci siano tutti
> cavalli, non che travestano da cavallo un sorcio
> morto.
> Perché è questo che mi hanno dato invece di un
> cavallo: il feto di un topo.
>
Vittoria V.
Vittoria V. 03-11-04
Cari amici azionisti e obbligazionisti,
Posso solo dirvi quello che ho fatto io, dopo una ricerca lunga e sofferta.
Sono parte civile nel processo penale che è iniziato il 5 ottobre a Milano.
L'avvocato mi è stato indicato da Aduc, che non vuole nulla in cambio.
All'avvocato si paga una quota variabile a seconda dell'entità dell'investimento.
Tale quota è unica e rimarrà tale fino al termine del processo di primo grado.
L'avvocato sarà pagato da chi perde la causa, come solitamente stabilisce un giudizio penale.
Anche ADUSBEF proponeva una cosa simile ad Aduc.
Occorre aspettare la fine del processo negli Stati Uniti, per poter aderire alla class action americana.
Ho intenzione di fare qualche cosa anche per il processo che si sta preparando a Parma, anche se non ho ancora capito che cosa fare.
In altre parole non ho nessuna intenzione di fargliela passare liscia.
Rivoglio i miei soldi. T u t t i, non una % irrisoria come propongono agli obbligazionisti.
Sono anche obbligazionista, e spero di riuscire a votare nel concordato creditori.
Le banche hanno solo curato l'inserimento al passivo e non faranno nulla per le operazioni di voto. Del resto il conflitto di interessi é palese.
Chi saranno gli azionisti di maggioranza della nuova parmalat, se, per merito del silenzio-assenso vincerà il SI?, ..... Le BANCHE.....
Il voto non espresso viene considerato a favore.
Prima di Natale, chi non vota dice SI.
Si = sono contento di avere 11 euro in azioni nuova parmalat in cambio dei 100 euro che ti ho prestato,
Si = sono contento che gli azionisti di minoranza perdano tutto il loro capitale.
SI = sono contento che, da gennaio 2005, diventando azionista di minoranza nuova parmalat, avrò il privilegio di essere trattato a calci, come sono trattati ora gli azionisti di minoranza Parmalat.
Riuscirò a far arrivare il mio piccolo, flebile, sofferto, NO, sul tavolo del giudice di Parma?
Oliviero O. 02-11-04 Spett.le Creditori Parmalat,
io ho acquistato obbligazioni Parmalat spa per un importo di £ 20.000.000 (euro 10586,35) prezzo di carico 98,99 in data 23/09/2003 e obbligazioni Parmalat spa 7,25% per un importo di £ 5.000.000 prezzo di carico 90,00 in data 07/11/2003 cosa si può fare ancora oltre la class action ?
Lara B. 31-10-04
Spett.le Creditori Parmalat,
apprezzo la lodevole iniziativa che avete intrapreso ! Vorrei
ricordarvi che troppo spesso , anche le istituzioni, dimenticano che i
primi creditori sono i dipendenti che hanno prestato la loro attività
lavorativa all'interno delle aziende del gruppo coinvolte nel crak.
Sono una ex dipendente Parmatour in Amministrazione straordinaria
S.p. A volevo sapere se mi potete confermare questa notizia ( confido
nel parere degli avvocati che fanno parte del vostro comitato) :
poichè l'azienda per cui lavoravo non versava i contributi all'INPS in
caso di fallimento dell'azienda il Fondo di garanzia instituito alla
fine degli anni 90 del pagamento del TFR non pagherebbe la parte di
TFR riferita al periodo del mancato versamento contributivo, se non
addirittura di tutto l'ammontare del TFR.
La domanda mi sorge spontanea in quanto molti dipendenti ( io compresa)
che si sono dimessi dall'azienda Parmatour in Amministrazione
Straordinaria S.p.A 5- 6 mesi fa , non hanno avuto liquidate le loro
spettanze a titolo di TFR.
Grata di un vostro cortese cenno di riscontro, porgo distinti saluti.
Sig.ra Vittoria V. 28-10-04 Una goccia del latte prodotta giornalmente da Parmalat è mia. Non
tentate di rubarmela"
Questo è il messaggio che tutti gli azionisti Parmalat vorrebbero
inviare al mondo.
Nessuno ci ascolta, anzi a noi ritorna un altro messaggio : " Cosa
diavolo volete? avete investito in un prodotto a rischio ed ora
potete solo stare zitti e non rompere...."
Quale Rischio? bilanci certificati falsi, comunicati stampa falsi,
estratti conto bancari stampati in casa con lo scanner, sono normali
rischi di un investimento azionario?
Se la risposta è Si, forse è meno rischioso spararsi un colpo di
pistola in testa!
La mia ulcera si è fatta sentire il 22 dicembre 2003 ed ora peggiora
sempre di più.
Proverò a curarla con il latte Granarolo.
Ogni volta che nei supermercati vedo prodotti della mia azienda, che
non sarà più mia, per un artificio scellerato
inventato dalla legge scritta apposta per il crack Parmalat, mi si
rivolta lo stomaco.
A chi diamo fastidio, noi piccoli azionisti Parmalat?
Perchè dalle ceneri di Parmalat vogliono far nascere una nuova
parmalat, che si prende tutto, tranne gli azionisti?.
Forse una seria procedura fallimentare può salvare tutti, azienda,
operai, creditori, obbligazionisti, azionisti, dai brogli di chi
vuole impadronirsi di Parmalat, spendendo poco o nulla.
Bisogna far saltare il concordato capestro del dott. Bondi.
Per riuscirci occorre far cancellare dalla legge 5 luglio 2004,n.166,
art.4 bis comma 8 questa frase: " I creditori che non fanno pervenire il
loro voto o non si legittimano al voto, si ritengono favorevoli
all'approvazione del concordato".
Cosa ne dite se inventassimo un logo che esprima questo concetto:
magari con un pollo vivo, con gli occhi sgranati, pronto per
l'arrosto, legato e imbavagliato, che faccia capire a chiare lettere
che qualche volta
CHI TACE NON ACCONSENTE ?.
Se passa il concordato, la nostra azienda sarà trasferita
immediatamente ad Assuntore, completa di tutto, macchinari, impianti,
marchi, proprietà, dipendenti, debiti, crediti, azioni revocatorie,
richieste di risarcimenti danni. Assuntore si prenderà tutto. Tranne
noi, azionisti di minoranza.
Perchè?.
Risposta troppo facile: Noi siamo i colpevoli del disastro.
Dott. Umberto S. 28-10-04 Da ricerche da me effettuate e salvo sviste parrebbe proprio che i molti azionisti Parmalat non possano contabilizzare la minusvalenza , se si tratta di privati.
Come noto, i privati investitori , giusta la Legge sul "capital gain " possono contabilizzare
una minusvalenza in regime di titoli in deposito in regime di risparmio amministrato presso una Banca etc, solo cedendo il titolo ,mentre in caso di fallimento dell'impresa delle quali si possiedono le azioni non c'e' tale possibilità, come pure anche senza il fallimento in caso di sospensione delle contrattazioni .
A tassazione forfettaria ,come e' quella di chi , come i piccoli e medi azionisti privati e non imprenditori , non ha partecipazioni qualificate e cioe' oltre una certa percentuale ,( quindi possa usufruire della tassazione a forfait , salvo non opti per il regime dichiarativo ) si ha una detassazione pari al 12,5% della perdita.
Tale minusvalenza puo' essere posta a compensazione di plusvalenze che dovessero maturare su altri titoli (obbligazioni , azioni , etc,etc) per cessioni (vendita od altro ) attuate nei successivi quattro anni .
In concreto , un azionista che avesse subita una perdita per 20.000. euro potrebbe "godere " di una minusvalenza pari a 2500 Euro, quindi nei successivi quattro anni, scalare tale "credito " dal debito verso lo Stato per successive plusvalenze ( la Banca effettua conteggi e ritenute come sostituto d' imposta ) .
Ora, nel caso Parmalat , mentre per gli obbligazionisti si prospetta un concambio tra obbligazioni ed azioni di una nuova società , secondo una certa percentuale ( e cio' dara' loro ,una volta effettuato il concambio , la possibilità di vendere le nuove azioni e , a mio modesto parere, di contabilizzare la minusvalenza tra costo di acquisto delle vecchie obbligazioni e netto ricavo della vendita delle nuove azioni di concambio ) nulla , nemmeno un warrant per le nuove azioni si prospetta per gli azionisti delle vecchie azioni , vecchie azioni che verranno tra un po' annullate .
Quindi , anche se la procedura Parmalat e' di amministrazione straordinaria e non fallimento , alla pari dei titolari di azioni di imprese fallite o non piu' commerciabili , l' azionista si trova nell' impossibilità di usufruite della detraibilità della minusvalenza.
La cosa , a parer mio, ove fosse ritenuta conforme allo spirito della Legge sulla tassazione dei guadagni di capitale e rendite finanziarie renderebbe tale legge o tale interpretazione di dubbia costituzionalità per le norme della Costituzione che tutelano il risparmio , quelle che fan riferimento alla tassazione secondola capacità cotntributiva e , soprattutto , quelle che sanciscono l' eguaglianza dei cittadini (perche' chi ha venduto le Parmalat il giorno prima delle sospensionidi borsa , puo'usufruire della deduzione della minusvalenza e chi dopo no ? perche' un obbligazionista si' e un azionista no ?).
La cosa si applica anche a molti casi consimili di imprese fallite, etc.
Io penso che l' accoglimento della minusvalenza anche per gli azionisti sia già nello spirito della Legge come sopra.
Quindi caldeggio , ringraziando per l' ospitalità e la cortese attenzione , un' iniziativa volta a promuovere dal Ministero delle Finanze una circolare, od al limite un decreto sul punto .
Ossequi .
Umberto B. 26-10-04 , nel dicembre 2003 ho acquistato attraverso la
SOFID SIM SpA SEDE IN Roma n.31000 azioni parmalat al prezzo unitario
di 0,933 euro, l'acquisto e' stato fatto volontariamente ,fidandomi solo
delle notizie della borsa Italiana trovate su internet e giornali.
Chiedo a voi se c'e' qualche possibilità o azione da intraprendere per
recuperare i miei sudati risparmi.
Grazie di tutto.
Enrione 18-10-04 Buon Giorno,
Le sarei grato se mi può dare delle informazioni a riguardo dei piccoli azionisti. Ho sentito parlare di conversione di obligazioni in nuove azioni Parmalat ma mai di un qualsivoglia rimborso per chi abbia acquistato, fidandosi di valutazioni che sono risultate false della situazione finanziaria Parmalat, delle azioni.
Ringraziandola anticipatamente le porgo Distinti Saluti
Emanuele 18-10-04 In relazione all'acquisito di azioni Parmalat da me operato- via on line tramite banca di Palermo - alcuni giorni prima della vicenda scandalosa, desiderei avere notizie utili circa l'eventuale recupero parziale dell'investimento patrimoniale da me allora operato (1500 azioni)
Ringrazio per la Vs iniziativa e disponibilità.
Cordiali Saluti
Armando P. G. 15-10-04
Buongiorno,
Sono un "fortunato" azionista Parmalat, ad oggi non sono ancora iscritto a
nessuna cordata.
Negli ultimi giorni ho letto che prestigiose banche straniere saranno
estromesse, da Bondi, a beneficio delle banche Italiane che vedranno così
aumentare il loro peso azionario all'interno della nuova Parmalat.
In considerazione del fatto che Bondi è stato chiamato e nominato proprio
dalle banche Italiane, certamente quelle estere daranno vita ad una feroce
azione legale..... vi risulta che qualche associazione di piccoli azionisti
stia cercando di unirsi a loro per cercare di ottenere maggiore risonanza ?
Forse, potrebbero essere anche loro interessate a mettere a disposizione
gratuitamente i loro potenti studi legali, per potersi così presentare come
"paladini" dei risparmiatori truffati !
saluti
Claudio B. 13-10-04 Salve,
sono un piccolo azionista Parmalat,
vorrei sapere se posso dimenticare le mie 3000 azioni o in futuro potranno avere un valore.
Grazie anticipatamente.
Saluti
Claudio P. 11-10-04 Sono un azionista che ha in portafoglio 13.000 azioni Parmalat finanziaria.
So che la situazione è dura già per gli obbligazionisti che però stanno facendo qualcosa. Ma per gli azionisti come me occorre stare fermi ed aspettare o si può fare qualcosa ?
Ringraziando per l’attenzione, saluto distintamente.
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